43) MI PIACE

 La sveglia suona come da routine, senza pietà. Altro giorno, altra corsa. Mi sveglio rintontita, quel tipico risveglio che necessita un piccolo riordino delle idee, prima di poter iniziare davvero la giornata. Pian piano mi tornano in mente tutti gli avvenimenti della sera precedente. Non ho sognato nulla, è tutto realmente accaduto. I dubbi e le perplessità sono ancora presenti e ho la sensazione che mi accompagneranno nel corso della giornata. Afferro lo smartphone per connettermi al mondo. Faccio un salto su Facebook e come prima notizia della home compare il nuovo stato di Marco:—Decantano l’amore eterno e dopo un mese hanno già il Ken nuovo. —

SBAM. Ce l’ha con me, mi sembra ovvio. Mi sale un nervoso pazzesco. Il dito, più veloce della mente razionale, preme subito il tasto MI PIACE. Se mi sta prendendo per il culo, farò altrettanto. Nell’istante presente mi sento appagata e soddisfatta dell’azione compiuta, ma poi me ne pento subito, giusto il tempo necessario per scendere in cucina per la colazione. Che diavolo ho fatto? Così facendo gli ho solo dato importanza. Ho fatto il suo gioco. Ora non posso di certo tornare indietro. Spero che tutto ciò non abbia conseguenze, se non quella inevitabile di accrescere ulteriormente il suo ego smisurato. Un giorno o l’altro imparerò a contare fino a dieci. Poco dopo arriva il buongiorno di Lorenzo a ristabilire l’equilibrio:

-Buongiorno piccola! Tutto bene? Oggi alla fine devo andare verso Bologna per lavoro, non credo che riusciremo a vederci. –

Che strano. Ieri aveva affermato il contrario. Ho già del nervoso addosso, decido così di non incrementare la cosa e lascio correre. Non ho intenzione di indagare oltre sulla cosa. Mi fido.

-Buongiorno a te! Sì sì, tutto bene! Non ti preoccupare per stasera, avremo modo di vederci domani. –

Dietro un messaggio si possono davvero nascondere infinite bugie. Faccio colazione con mamma ed entrambe rimaniamo abbastanza neutre in merito all’argomento ‘papà’. I commenti oggi sarebbero superflui, sappiamo quanto la serata di ieri sia stata importante, non serve caricare ulteriormente il tiro. Per oggi va bene conservarne solo il bel ricordo. Entrambe probabilmente abbiamo ancora bisogno di metabolizzare. Chi vivrà vedrà! Si fa subito ora di andare a lavoro, infilo la tracolla e via. Scrivo alle ragazze nella chat, ho voglia di vederle e di raccontar loro di papà e degli sviluppi con Mister X. Il fatto che stasera non vedrò Lorenzo, rende l’occasione perfetta.

-Ciao ragazze, ci vediamo stasera? –

Rispondono entrambe in breve tempo in modo affermativo. Ottimo, super seratina in arrivo! Sarà anche l’occasione perfetta per parlare con Chiara della faccenda di Xavier. Non ci siamo mai confrontate direttamente in merito alla cosa. Prima o poi sarebbe dovuto accadere. A lavoro sono energica e dinamica. Quando sono invasa dai pensieri di solito è così, incanalo le mie energie su azioni pratiche, così da scaricare le tensioni e sfogarmi. Avendo cliccato MI PIACE allo stato di Marco, ogni tre per due mi arrivano notifiche relative ai commenti lasciati dalle altre persone su ciò che ha scritto. Uno sciame di giovani ragazzine compiaciute dalle sue parole:

-Hai ragione! Non ci si può innamorare in due giorni! –

-Io non sono fatta così! Non mi piacciono i Ken nuovi. –

-Troppo facile scappare e andare verso il nuovo! Hai proprio ragione. –

Mi si accappona la pelle a leggere certe frasi. Parlano tutte del nulla. Leggo davvero una marea di cazzate, scritte da giovani ragazzine incantate dal bel faccino di Marco. Se solo sapessero la verità, di certo non starebbero lì ad elogiarlo. L’idea che lui pensi, che Lorenzo sia il mio Ken nuovo, mi manda davvero in bestia. Se sono arrivata a conoscere un’altra persona e ad interessarmi a lui, è in gran parte per colpa-merito suo. La vita è: conseguenza diretta delle nostre azioni, inutile rimuginare e piangersi addosso a posteriori. Bisogna pensare sempre bene a quel che si fa. Resta il fatto che non avrei mai dovuto cliccare quel MI PIACE. Me la sono cercata. Cerco di non pensarci e resto concentrata sulla giornata. A pranzo sento Lorenzo in velocità e mi scordo di dirgli che stasera andrò dalle ragazze. Ogni volta che sbircio il telefono compaiono nuovi commenti-stupidi relativi a quel maledetto stato su Facebook, davanti ai quali cerco di farmi solo quattro risate. Dopo aver finito il turno, passo per casa per cambiarmi al volo: felpa e pantaloni della tuta in ultra comodità. Il bello degli appuntamenti in casa tra amiche. In un lampo sono pronta per andare verso casa di Alice. Mentre sono alla guida, arriva una chiamata da Lorenzo:

“Ciao tesoro! Tutto ok?”

“Sì bene! Tu di ritorno?”

“Quasi. Ma ti devo chiedere un favore enorme.”

“Dimmi tutto.”

“Avrei bisogno che passassi un attimo per casa mia, a prendere un documento. Ho un estremo bisogno di un dato, altrimenti non chiuderò più questo affare. Ho le chiavi nascoste in un vaso fuori casa!”

Rimango colpita dalla richiesta, non si chiede a chiunque di fare incursione in casa propria in tua assenza. Decido di aiutarlo, senza dirgli che sto andando ad un appuntamento. Posso farlo, arriverò solo un attimo in ritardo dalle ragazze ma non importa. Acconsento. Mi spiega bene dove sono le chiavi e dice di richiamarlo una volta arrivata in casa.

Guido verso casa sua. Ormai questo tratto di strada sta diventando familiare, il che significa che Lorenzo sta entrando sempre di più nelle mie buone abitudini e nella mia vita quotidiana. Credo che la cosa mi piaccia. Nel frattempo invio un messaggio alle ragazze per annunciare il ritardo. Arrivo a destinazione e cerco le chiavi sotto il vaso. Mi dirigo verso la porta d’entrata e apro. Il tutto mi dà davvero una strana sensazione. Sono un tantino a disagio. Spero che nessun vicino mi veda, mi sento come un’estranea che fa incursione in casa altrui. Cerco subito una luce da accendere.

Davanti ai miei occhi compaiono una scia di petali rossi sparsi lungo tutto il pavimento. Mi stanno decisamente indicando una via e non credo si tratti di quella per trovare il famoso documento. Credo di essere nel bel mezzo di un’incantevole sorpresa.

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Vengo inebriata dal profumo di incenso e pian piano colgo qua e là qualche candela accesa. Seguo la scia dei petali e capisco che portano al bagno. Più mi avvicino ad esso, più sento un sottofondo musicale molto rilassante. Arrivo davanti la porta del bagno e appoggio la mano sulla maniglia: ho una pazza voglia di aprirla e ho il cuore a mille. Emozioni. Pian piano apro. Voglio assaporare lentamente questo momento. Una luce soffusa illumina la stanza, dove c’è la vasca da bagno piena di schiuma, che emana un profumo adorabile di oli essenziali. All’improvviso mi sento prendere da dietro e inevitabilmente sobbalzo per la paura. Lui mi sposta i capelli dal collo e inizia a baciarmi. Uno sciame di brividi mi sale lungo tutto il corpo. Non vedo l’ora di voltarmi per poterlo guardare negli occhi. Mi aspetta una serata magica e lui ancora una volta è riuscito a stupirmi con i suoi adorabili colpi di scena. Non c’è stata ancora una parola tra noi, nel silenzio uno scambio di forti sensazioni, per dare inizio ad un’indimenticabile momento insieme. Sta lì dietro di me, a sfiorarmi il collo e a tenermi i fianchi. Se potessi arresterei il tempo in questo preciso istante.

Addio nervosismo, addio cattivi pensieri. Qui ed ora.

 

 

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