39) Una bugia.

Vado verso l’auto, saltellando come una bambina di rientro dalla più entusiasmante delle gite. Effettivamente questa serata è stata un vero viaggio verso mondi inesplorati. Ho provato qualcosa che non sono ancora riuscita a decifrare per bene. Mi ritrovo ad essere fisicamente e mentalmente sorpresa e piacevolmente sconvolta. Ho conosciuto nuovi aspetti di Lorenzo, che lo rendono unico nel suo genere. Ho ancora le farfalle nello stomaco, se ripenso al modo in cui abbiamo fatto l’amore. Insieme ai nostri corpi sono certa che c’erano pezzi delle nostre anime. Ho sentito tutto in modo davvero amplificato. Ho fatto l’amore tante volte, ma questa è stata di gran lunga diversa da tutte le altre. Erano forti le mani, la voglia, il trasporto e il piacere stesso era diverso. Non era mai stato così intenso. Il corpo e con lui anche la mente, si sono lasciati andare a pieno, toccando vette mai raggiunte prima. Non ho tenuto niente per me questa volta. Ero sua, totalmente. Corpo e mente. Credo, che tutto ciò sia potuto accadere, perché mi fido davvero di Mister X e ho voluto dare e ricevere tutto. Era da troppo che non accadeva, è stato pazzesco. Forse era da un po’ che giocavo solo con i corpi e con le sensazioni, senza mai invitare per davvero anche la mente a partecipare al tutto. Stasera non stavamo giocando, abbiamo fatto sul serio. Eravamo entrambi convinti di quanto, quello che stava accadendo, fosse importante. Forse è questo che ha fatto la differenza. Non ho avuto il minimo dubbio in merito all’intenzione di Lorenzo, né sulle conseguenze dell’azione stessa. Dentro di me sapevo, che tutto ciò, poteva solo portare cose belle. Non avevo nessun motivo per tirarmi indietro. Dovevo metterci tutta me stessa. E così è stato. Lasciarsi andare davvero non è facile, non lo si decide, accade e basta. Oggi è decisamente avvenuto e l’ho capito in modo chiaro è forte. Il mio corpo e la mia mente si sono fusi e concessi senza riserve. Mister X ha reso possibile tutto ciò. É entrato nella mia vita in punta dei piedi e non l’ha fatto per caso, aveva tutta l’intenzione di restarci. Tutto ha un senso e stasera mi è decisamente più chiaro. Forse solo ora capisco cosa voglia dire “fare l’amore in modo maturo”. Frase che prima mi era sempre sembrata arcaica, teorica e incredibilmente noiosa. Non è una questione né di età, né di tempo, si tratta semplicemente di incontrare la persona giusta.

Quando arrivo a casa e grazie al cielo mamma è già a letto. Ora come ora non sarei riuscita a gestire anche la questione di papà. Devo ancora pensare bene a come raccontarle la verità sul fatto che non si sia fatto vivo. Ci penserò domani, per ora voglio solo addormentarmi, magari un po’ egoisticamente, con queste splendide sensazioni addosso. Il resto può aspettare. Sotto le coperte sento ancora il suo profumo. Non riesco a trattenermi e afferro lo smartphone per inviargli un messaggio. Telepatia. Un istante prima del mio, ne arriva uno di suo:

-Il proseguo perfetto della serata sarebbe stato averti qui e stringerti per tutta la notte. –

Dannazione se è vero! Sarei rimasta con lui senza esitazione, se pur l’idea di addormentarmi con un uomo mi spaventi sempre molto. La vedo come una cosa estremamente intima ed importante.

dormire

Spontaneamente ripenso a tutte le volte che Marco mi aveva chiesto di passare la notte con lui, dopo aver fatto l’amore. Non ero mai riuscita a farlo. Scappavo sempre via, per una scusa o per l’altra. Era il mio modo per proteggermi credo. Non riuscendo mai a fidarmi per davvero di lui, cercavo di tenere qualcosa per me. Quanto cambiano le cose.

Penso ad una risposta: -Approvo Mister X! E aggiungo anche, che fare l’amore un’altra volta, non sarebbe stato niente male. –

-Diventerò pazzo con te Aisha, me lo sento. –

Incredibile come un semplice messaggio possa far venire la pelle d’oca. Adoro. Mi sento viva, come non mai. In un attimo ho un crollo generale e cado in un sonno profondo. Si dorme troppo bene dopo aver fatto l’amore. Beata. Buonanotte.

7.40: Il risveglio è nella norma. Mi alzo, cerco le ciabatte, mi copro con una felpa e vado verso la cucina. Scendendo le scale, mi rendo conto che sto per incontrare mamma e che vorrà sicuramente sapere un sacco di cose. Forza, affrontiamola.

“Buongiorno baby!”

“Buongiorno mamma.”

Mi si fionda accanto, ponendomi una tazza di caffè e subito mi chiede informazioni sulla serata. Non ha freni, vuole sapere tutto: com’è papà, che impressione mi ha dato, come si è comportato e se lo rivedrò. E chi lo sa? Chi l’ha mai visto. Sento di essere davvero in un mare di guai. Non riesco a dirle la verità, è così entusiasta e felice, che non mi sento di voler esser la causa del suo dispiacere. Mentirò ancora. Imbastisco qualche altra bugia e metto in piedi una storiella che la renderà serena, almeno per un po’. Papà è un bell’uomo brizzolato, simpatico e brillante. Si è comportato da gentiluomo e forse più avanti lo rivedrò. Non le fornisco troppi dettagli, sarebbe un rischio. Noto infatti di averla lasciata un tantino a bocca asciutta, ma non posso fare altrimenti. Già così mi sento una merda, la sto prendendo in giro ma lo sto facendo a fin di bene. Non so dove possa arrivare questa bugia ma correrò il rischio di portarla avanti. Lei giustamente se ne esce con un:

“Tutto qui?”

Le spiego che ho fretta, perché oggi devo arrivare prima a lavoro e che stasera le racconterò meglio tutto il resto. Sto continuando a rimandare. Ho la netta sensazione che prima o poi tutto ciò mi si rivolterà contro. Mi vesto al volo ed esco. Sono in netto anticipo per andare a lavoro ma non fa niente, prenderò un altro caffè al bar. Non avrei potuto prenderla in giro un minuto di più. Guido agitata e pensierosa, il momento della verità arriverà in un attimo e non credo che sarò mai abbastanza pronta per affrontarlo. Lo smartphone vibra, Mister X mi sta chiamando, un tempismo perfetto per alleviarmi da queste pene.

“Buongiorno piccola! Come ci siamo svegliate stamattina?”

La sua voce è già in grado di regalarmi un grande conforto. Magia pura. Chiacchieriamo un po’ del più e del meno. Lui si sta dirigendo nel paese di cui mi aveva parlato ieri, per concludere un affare. Il posto è a due ore da qui. Suppongo quindi che stasera non riusciremo a vederci, ciò significa che l’incontro con mamma sarà inevitabile, non ho scuse. Decido di condividere con lui il gran guaio in cui mi sono cacciata, spiegandogli che anche stamattina ho continuato a portare avanti la farsa. Lui schietto e sincero mi dice che ho senza dubbio sbagliato e che stasera con il cuore in mano dovrò raccontare a mamma la verità. Sembra essere certo che mi capirà, io lo sono un po’ meno. Ho davvero paura di farla arrabbiare e di deluderla. Ad ogni modo, ogni problema ha una soluzione, troverò anche questa. La giornata scorre leggera, a lavoro non ci sono grandi carichi e tutto fila liscio. Se non fosse per il tarlo, che mi martella la testa: mamma, mamma, mamma, mamma, mamma. Di tanto in tanto allieto i pensieri con l’intenso e dolce ricordo di ieri sera. Qualche scena mi torna in mente, dei bellissimi flash della serata mi regalano sorrisi improvvisi. Tanto che la mia collega, più di qualche volta, mi fa notare che oggi ho una faccia davvero strana. In un attimo è ora di tornare a casa. Di solito raccolgo le mie cose in fretta e furia, per scappare via, ma oggi no. Mi preparo con estrema calma, non ho nessuna fretta di fare ritorno a casa. In auto guido piano, tra mille pensieri. Cerco di prepararmi un discorso da fare a mamma. Ne provo uno, poi un altro e un altro ancora. Niente da fare, nessuno mi convince per davvero, forse dovrò puntare tutto sulla spontaneità, parlandole con il cuore. Parcheggio l’auto e vado verso la porta di casa. Nel frattempo ricevo un “in bocca al lupo” da Lorenzo, che mi esorta a stare tranquilla. Cerco di cogliere un po’ di forza da quel messaggio ma non è facile. Giro la chiave ed entro in casa. Davanti a me trovo la scena più incredibile di sempre. Non posso credere a quello che sto vedendo. Una tavola ben apparecchiata, così come non la vedevo da tempo, mamma seduta al suo solito posto, il mio libero e papà seduto a capo tavola. Non ci posso credere, black-out. Rimango di stucco. La borsa mi cade per terra e resto imbambolata a guardarli. Mamma mi rivolge un dolce sorriso, mentre papà è un po’ agitato ma ha indubbiamente gli occhi che brillano. Che diavolo sta succedendo? É ufficiale, non posso fare più nessuna previsione, questa serata è l’ennesimo sconvolgente colpo di scena della mia vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

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