54) Il conto alla rovescia: -3.

Il risveglio stamattina non è dei migliori. Sono sul mio letto, sola soletta come da routine. Lui non c’è. Ieri mattina è stato molto diverso. Mi ero svegliata nel suo letto, con la consapevolezza che mi sarebbe bastato scendere in cucina per abbracciarlo. Oggi no. Sono a casa mia e lui non c’è. Proprio come accadrà ogni giorno, quando lui sarà in Germania. É strano cominciare a sentire l’esigenza di vedere e toccare una persona, non appena apri gli occhi. Non mi succedeva da molto. I pensieri si fanno subito amari. Come farò a svegliarmi sempre così quando partirà? Come farò a convivere serenamente con l’idea che non potrò abbracciarlo per l’intera giornata? Non lo so. Tutto ciò fa paura. Afferro subito lo smartphone, devo chiamarlo. Ho bisogno di sentire almeno la sua voce.

“Pronto! Buongiorno Mister X.”

“Buongiorno principessa! Che voce da sonno! Dormito bene?”

“Non lo so. Sono ancora stesa a letto e vorrei abbracciarti. Non mi è piaciuto svegliarmi senza di te.”

“Anche per me è stato lo stesso. Stasera ti svelo la soluzione a questo problema, ok?”

“Non credo ci sia una soluzione.”

“Non farti spaventare da un risveglio con la luna storta. Tirati su dal letto, fai colazione e vai a lavoro. Portati un cambio, che stasera appena stacchi, sarò da te. Non abbiamo un minuto da perdere.”

Riesce improvvisamente a darmi le energie e la spinta di cui avevo bisogno: “OK. Tu stai andando a dare la conferma per la partenza?”

“Sì.”

Si crea un attimo di silenzio. Un senso di sconforto mi assale.

Lui ristabilisce un contatto: “Hai cambiato idea piccoletta?”

Mi faccio forza: “No. Devi andare. Perdonami ma mi sono svegliata paranoica oggi. Ci vediamo stasera, non vedo l’ora!”

“Ti adoro piccola paranoica.”

Ci salutiamo, ponendo così fine alla conversazione. Stamattina ho proprio la luna storta dannazione. L’idea che venerdì partirà sta diventando una realtà di fatto. La partenza è dannatamente vicina. Mi vesto e mi lavo, faccio tutto in modo molto meccanico. Arrivo a lavoro e spero tanto di riuscire a distrarmi un pochino. Mi accorgo, che non appena ho un attimo, vado a controllare lo smartphone. É più forte di me. Sto aspettando sue notizie, come se la situazione potesse cambiare. In realtà so benissimo che non mi dirà nulla di nuovo. Infatti accade così, ricevo solo la conferma per l’appuntamento di stasera. Ore 19.00 fuori dal negozio. Nessuna notizia relativa alla partenza. Conto i minuti che mancano al nostro incontro. Non ce la faccio più, ho la necessità di vederlo. Magari mi basterà incrociare i suoi occhi per risollevare questa giornata negativa e per spazzare via i pensieri di troppo. Finalmente arrivano le 19.00: saluto la collega, raccolgo le mie cose e mi precipito fuori dal negozio. Lui non è ancora arrivato. Arriva un messaggio.

Lorenzo: – Ciao piccola. Scusami molto ma tardo di 15 minuti. –

Quindici minuti in sé non sono nulla, ma oggi ho le palle girate e anche questi pesano molto più del loro reale valore. Decido intanto di avviarmi a casa, per lasciar lì l’auto. Vado così verso il parcheggio. Sono totalmente sovra pensiero, fino a quando, sbadatamente, inciampo. Fortunatamente non finisco a terra, perdo solo notevolmente l’equilibrio. Barcollo, facendo cadere il telefono.

“Ehi! Tutto ok?”

Una voce familiare alle mie spalle. Marco. Coincidenze. Mi ricompongo e raccolgo il telefono. Che figura.

“Ciao! Sì, grazie sto bene.”

“Scivoloni a parte, come va la vita?”

“Non mi posso lamentare. La tua?”

“Ho avuto momenti migliori ma me la cavo. Come va con il tuo nuovo ragazzo?”

La sua domanda lecita ma invadente mi destabilizza un pochino. Non so bene come misurare la risposta. Scelgo la facile via della diplomazia.

“Va bene grazie. Sono serena.”

“Che tristezza questo termine Aisha. Troppo mediocre per il tuo standard di vita.”

Cerco di analizzare la sua risposta, per non cadere in qualcuno dei suoi tranelli, quando d’un tratto sento una brusca frenata d’auto sul ghiaino, a pochissimi metri da noi. Mister X.

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Maledizione mi sono scordata di dirgli che avrei portato l’auto a casa. Mi avrà cercata fuori dal negozio. Marco coglie al volo l’ultima manciata di secondi che ci rimangono, prima dell’avvicinamento definitivo di Lorenzo, per sferrare l’ultimo colpo.

“Eccolo che arriva, proprio quando si parla del diavolo. Fagli i complimenti per l’auto da parte mia. Davvero una figata. Mi piacerebbe farci un giretto. Stammi bene baby e..” esita un istante “sei sempre bellissima.”

Caos cosmico. Non so più che fare. Devo salutarlo? Devo ignorarlo? Devo andare incontro a Mister X? Fortunatamente Marco dileguandosi, mi aiuta a scegliere. Mister X scende dall’auto e si fa avanti.

“Ehi, ho fatto il prima possibile. Sono venuto fuori dal negozio ma non ti ho vista. Ho pensato così di venire al parcheggio. Non credevo di trovarti in compagnia.”

“Scusami, volevo portare a casa l’auto nel frattempo. Stavo per scriverti.”

“Il tuo amichetto ti ha interrotta a quanto pare. Non mi piace che ti stia sempre così addosso.”

“Tutto tranquillo Lorenzo. Ci siamo incrociati per puro caso, nulla di più.”

“Se osa avvicinarsi a te quando sarò in Germania, giuro che se ne pentirà. Prometti che me lo dirai, se dovesse accadere?”

Il suo tono sembra davvero serio. Mister X non sta scherzando, dietro quell’aria da principe azzurro, c’è un uomo geloso, determinato e molto orgoglioso. Non bisogna farlo arrabbiare.

“Non accadrà. Fidati di me.”

Mi viene incontro e mi abbraccia forte: “Ok. Vieni qui, non ho alcuna intenzione di discutere e di perdere tempo inutilmente. Corriamo a casa per favore.”

Gli do ascolto, andarmene con lui, è davvero l’unica cosa che desidero in questa giornata. Lui ed io soli, lontani da cattivi pensieri. Salgo in auto e mi faccio coraggio per affrontare l’argomento.

“Allora, com’è andata? Sono felici che tu abbia accettato?”

“Sì Aisha, molto. Dicono tutti che in Germania faremo grandi cose. Ci sono due notizie che devo darti però.”

“Ti ascolto.”

“Una buona e una cattiva notizia. Quale vuoi sentire prima? ”

“La cattiva.”

Il cuore prende a battermi fortissimo. Cosa potrà mai dirmi ancora di così brutto?

“La partenza è stata anticipata a giovedì, perché venerdì c’è già un importante riunione. Il volo è alle 17.30.”

Giovedì?!? Questo vuol dire che rimangono solo due giorni e mezzo, sono pochissimi. Non mi basteranno mai. Non rispondo, sono in tilt.

“Posso darti la buona notizia?”

Lo guardo e mi limito ad annuire.

“Vorrei chiederti di passare queste ultime tre notti con me. Non voglio più dovermi svegliare come stamattina. Ti vorrei al mio fianco, almeno fino a quando sarà possibile. Ti va?”

Certo che mi va. Voglio vivere questi ultimi tre giorni fino all’ultimo secondo.

“Lo voglio Mister X, più che mai! Muoviti accelera! Andiamo a casa. Ho una voglia matta di fare l’amore.”

Mister X sorride, allunga una mano sulla mia gamba e schiaccia l’acceleratore. Arriviamo a casa in tempo record. Durante il viaggio avverto mamma che passerò la notte fuori. Questa volta non mento, nessun pigiama party al femminile. Dico la verità, che resterò a dormire da Lorenzo. Domani dovrò raccontarle della partenza e dirle che dormirò da lui anche martedì e mercoledì. Le ultime tre notti. Solo a pensarci ho i brividi. Entriamo in casa. Lui, ancora prima di accendere la luce, mi mette spalle al muro. Comincia a baciarmi con passione e mi lascia senza fiato. I nostri corpi nudi invadono la casa: il divano, il tappeto, il tavolo da pranzo, davanti alla specchiera, appoggiata alla credenza. Facciamo l’amore dappertutto. Per entrambi è dannatamente chiaro che non c’è più tempo da perdere. Restano solo tre notti, tre notti che non scorderemo mai. Il conto alla rovescia è iniziato: -3.

 

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