Arriva papà: si prega di allacciare le cinture di sicurezza.

Ricordo ancora quella sera. Ristorante messicano. Nachos e svariati giri di mojito. Ad un certo punto discutevamo sul colore di un bicchiere.   

‘Per me è blu.’ 

‘Per me è verde.’ 

‘Ma no dai XXXXX è blu!’ 

‘Tu sei fuori, è palesemente verde.’

Forse avevamo alzato un po’ il gomito, o forse uno dei due è semplicemente daltonico. Resta ancora il dubbio. Sembrava proprio una di quelle serate in cui non è il caso di prendere decisioni importanti: leggeri e spensierati. E invece quella sera, occhi negli occhi, daltonismo a parte, ci siamo detti una cosa importantissima. Ci sentivamo pronti per diventare genitori. Passata la sbornia ovviamente.

‘Sicuro che non lo dici solo perché sei brillo?’ 

‘Sicuro. Comunque il bicchiere è verde.’   

Si dice che ‘in vino veritas’, quindi tecnicamente dovrebbe funzionare anche con il mojito.

È cominciato tutto da lì, con semplicità. E si sa che dalle cose semplici nascono i migliori capolavori.  E se gli artisti sono dei folli, meglio ancora! 

Devo essere sincera, non ero mai riuscita ad immaginarti davvero papà, ma allo stesso tempo ero certa che saresti stato il papà dei miei figli. Lo so, la cosa è contraddittoria, ha sempre fatto a cazzotti anche nella mia testa. Ma era come se sapessi, che prima o poi le due parti avverse, si sarebbero incontrate, in modo del tutto naturale. Mi preoccupavo forse perché non avevi mai dimostrato particolare interesse nei confronti dei bimbi, ma tu mi dicevi sempre:   

‘Tranquilla, è perché non sono miei.’   

Nudo e crudo, tu.  Ma avevi ragione, dannatamente ragione. Tempo al tempo, senza forzature.  Quando abbiamo scoperto che ero incinta, secondo me ancora non avevi realizzato bene la cosa.  Mi prendevi in giro quando compravo qualcosa per il piccolo B.   

‘È presto, avremo tempo!’ dicevi.  

Ed io ovviamente compravo qualcosa altro. Quando ho preparato il suo cassetto dei vestiti, te ne sei uscito con:  

‘Gli hai già comprato la camicia per quando farà la comunione vero?’   

Scherzavi sempre. Ma ci sono sempre stata tanto bene nei nostri sorrisi.  Anche quando mancavano pochi giorni alla nascita e ancora dovevi finire il fasciatoio, che hai realizzato a mano.   

‘Ecco e se nasce dove lo cambio?’ 

‘Dai lo appoggeremo da qualche parte!’   

Io che mi preoccupo per tutto, e tu che mi sdrammatizzi sempre. La nostra storia, tendente ad infinito.

Non sembravi proprio un papà come quelli che si vedono nei film. Non ti sono mai venute bene neanche le foto romantiche con il pancione.  L’unica volta che gli hai preso un completino, probabilmente esasperato dai miei capricci, l’hai comprato in calda ciniglia. Peccato che Brando è nato d’estate.   

‘Il materiale me l’hanno consigliato le commesse!’ 

‘Ci credo, probabilmente non vedevano l’ora di sbarazzarsi dei magazzini pieni di ciniglia. Comunque è molto bello, grazie, dai lo metterà quando farà freddo.’

‘Lo so che è bello, l’ho scelto io.’  

Mai combattere contro la coda di pavone di uno del segno zodiacale del leone.   

Poi quel 13 Settembre è arrivato, e oltre al piccolo B, è nato anche un papà. Il nostro.  

È stato un po’ come osservare un orso delle caverne, dolce come il succo puro al limone e delicato e premuroso come un elefante che cammina sui cristalli, prendere in braccio un neonato. L’orso si è trasformato in un peluche, il succo al limone si è riempito di zucchero e l’elefante è diventato Dumbo, volando sopra i cristalli. La magia.

Si è creata subito una coppia formidabile. Solo un tantino squilibrata. Uno di due metri e l’altro di 52 cm. I primi giorni ti stava sulla mano, faceva quasi impressione. 

Improvvisamente volevi sapere ogni cosa di quel mondo a te sconosciuto, che era diventato inevitabilmente il tuo mondo. Fin da subito ti sei cimentato in tutto. Dal cambio del pannolino, al bagnetto, ai modi per tranquillizzarlo, al vestirlo. In dei frangenti ammetto che eravate tragi-comici e a tratti sconvolgenti da osservare. Non tutte le mamme e le nonne reggerebbero la vostra esuberanza, me ne rendo conto, ma personalmente non smetterei di osservarvi, e di credere che siate perfetti così, neanche per un secondo. Anche quando non gli metti il cappellino nonostante fuori ci sia aria e mi tocca rincorrervi e lanciarglielo in testa, quando gli lavi il culetto con l’acqua fresca per ‘svegliarlo fuori’, quando a 5 mesi e mezzo lo esorti a camminare e tuo figlio ti dà pure retta, ridendo come un matto, difronte alle tue incitazioni, quando lo prendi in braccio come fosse un sacco di patate e lui è a suo completo agio, quando mi preoccupo perché temo non abbia mangiato abbastanza e tu mi inviti semplicemente ad osservarlo, facendomi notare che è sempre vispo e sereno, quando mi faccio le pare per mille cose e tu le riduci ad un niente, una ad una, quando ho paura che cada e tu te ne esci con un: ‘Non si fa male! Non vedi che è fatto di pongo?’   

Ma sono i tuoi occhi a far la differenza. Perché lo vedo come lo guardi. Come un papà, con amore. Quell’amore che non si può descrivere fino a quando non piomba nella tua vita. Quel sentimento che pur essendo immenso, cresce ogni giorno, ancora e ancora. Magari non lo proteggerai da tutte le cadute, o dal freddo, perché non fa parte di te, ma sarai la sua spalla forte in ogni istante, ne ho la certezza. Non farai le cose al posto suo, ma sarai il suo esempio. Hai da insegnargli così tante cose, che credo non finirete mai. Già vi immagino in garage con gli attrezzi a creare e far danni, in giardino a sistemare la nostra giungla, sporchi di fango con l’orgoglio di chi profuma di Coco Chanel, unti d’olio per sistemare i disastri che mamma fa alle auto, arrampicati ovunque senza paura di cadere, intenti a smontare e rimontare computer, con una palla da Basket a sfidarvi sui tiri liberi.

Due uomini veri e forti, i miei.

D’altronde mi sono innamorata di te anche perché sei un uomo tutto fare, l’aggiusta tutto, handyman, colui che dice che per fare la maggior parte delle cose ‘non ci vuole una laurea’. Mi auguro che il nostro piccolo B possa prendere da te sotto questo e molti altri aspetti. Anche se so che questo vorrà dire perdervi per delle infinite ore, perché ‘avrete da fare’, ma me ne farò una ragione, e magari avrò finalmente il tempo di andare dalla parrucchiera, a darmi una sistematina, senza pensare che qualcuno piangerà per la mia assenza.  

Credo che padri non si nasca, papà si diventa e tu sei diventato uno splendido papà!  

Buona festa del papà da Una Bionda e Una Penna e da Poppete Bertolllinton ;op  

Ps Un pensiero va anche al mio papà, vulcanico e solare, da cui ho imparato ad amare con passione la vita e le sue sfide. E un augurio a tutti i papà: stringete forte i vostri cuccioli, piccoli o grandi che siano, e fatelo ogni giorno.

4 Replies to “Arriva papà: si prega di allacciare le cinture di sicurezza.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...