14) Quel limite ha un volto, un’identità, un nome.

La cena prosegue piacevolmente. Lorenzo è un chiacchierone, ironico e spigliato al punto giusto. Non si dà tante arie, anche se potrebbe benissimo farlo. La sua vita sembra esser davvero interessante. Poco distante dall’uomo perfetto. Scopro molte cose su di lui. Abita in un paese non troppo distante dal mio ma è uno spirito libero. Non ha vissuto sempre lì, in passato ha studiato all’ estero, in Spagna dove ha vissuto per molto tempo. Tutt’ ora non sa se l’Italia è il paese nel quale desidera invecchiare. Sento di aver un vero uomo difronte e non credo siano solo i cinque anni più di me, a renderlo tale. É sicuro di se stesso, sa il fatto suo. Ha già vissuto delle belle esperienze e ha molto da raccontare. É molto distante dai ragazzi che sono abituata a frequentare, ha una testa decisamente più matura ma non è per niente noioso. Di solito le persone troppo serie mi spaventano, le trovo un po’ pesanti ma lui dietro la sua forma composta e da gentiluomo d’altri tempi, ha decisamente molta sostanza, quindi vale davvero la pena ascoltarlo. Stargli di fronte mi lascia infatti un po’ in soggezione. Mi rendo conto che penso bene prima di formulare le mie risposte, come se volessi impressionarlo a mia volta e mi impegno a sembrare ancora più donna. Mi fa un sacco di domande, è diretto e ha un obbiettivo chiaro, vuole conoscermi. Apparentemente impeccabile come primo appuntamento. Chapeau per lui, non c’è dubbio.

Ripenso però involontariamente alla prima uscita con Marco, era stata una cosa totalmente diversa. Era venuto sotto casa, improvvisando l’appuntamento all’ultimo minuto, come suo solito. Ci eravamo ritrovati a passeggiare tra i piccoli viali del quartiere, senza avere una meta precisa. Chiacchierando del più e del meno, eravamo arrivati ad un parco. Non ci eravamo mai rivolti domande precise per raccontarci delle nostre vite. Gli argomenti erano stati i più disparati, tutto molto casuale. Si parlava di musica, di passione, di famiglia, di quel che ci passava per la testa. Era la complicità, creatasi fin da subito, a fare da collante a tutte quelle argomentazioni, apparentemente così sconnesse tra loro. Non era venuto a prendermi, eravamo a piedi. Non avevo avuto modo di prepararmi, mi ero infilata una semplice felpa. Non ne avevo avuto il tempo. Non c’era stato un ristorante, solo noi due seduti su un muretto. Non si parlava di esperienze di vita ma si condividevano delle belle sensazioni. Non era stato un vero e proprio primo appuntamento ora che ci penso ma ammetto che mi era piaciuto un sacco. Era stato conoscersi in modo molto naturale. Non c’era nessun tavolino a dividerci e nessuna pizza per riempire il tempo, c’eravamo solo io e lui. Nulla di quello che era successo quella sera, era da manuale ma mi ero sentita assolutamente bene. Un momento che porto nel cuore.

Stasera le carte in tavola sono diverse. Loro due sono completamente diversi. La situazione che sto vivendo con Lorenzo, che potrebbe appartenere sicuramente al manuale perfetto del primo appuntamento, mi piace. In modo del tutto diverso ma sì, mi piace! Me lo voglio ripetere. Mi sento donna davanti a lui, non di certo una ragazzina in preda alle emozioni da primo appuntamento. Capto chiaramente il suo interesse, è un corteggiamento a tutti gli effetti. Non devo rincorrere nessuno questa volta. Mi piace anche il fatto che mi abbia portata a cena. C’è della serietà in tutto ciò che fa. Sicuramente pagherà anche il conto, è un vero gentiluomo. Mi sento fortunata ad esser qui con lui. Le donne hanno bisogno di sentirsi importanti e di certe piccole e apparentemente banali attenzioni. Crediamo sempre di amare lo stronzo ma sogniamo tutte il principe azzurro.

Ma se io sono la stessa, come possono piacermi due cose così diverse?

Il mare non è la montagna, è elementare. Così come il bello e dannato non ha niente a che vedere con il principe azzurro. Se c’è una cosa che non sopporto nelle persone in generale, è quando non sanno scegliere, o non prendono posizione. Motivo per cui questa mia confusione, mi innervosisce. Mi do fastidio da sola! O è bianco o è nero, sono abituata così. L’indecisione non mi è mai appartenuta. A tratti Mister X sembra quasi troppo perfetto e posato ma Marco è decisamente troppo imperfetto e totalmente per aria. Compararli è stupido lo so ma non riesco a farne a meno. Il mio cervello non smette di macinare. Forse perché Marco è decisamente troppo stampato nella testa, per permettermi di conoscere un altro uomo liberamente, senza fare continui paragoni. Esercita il suo controllo su di me, pur non essendoci. Assurdo. Non sarei dovuta uscire con Mister X ma razionalmente non ho un motivo valido per non uscirci un’altra volta. Non ha nulla che non vada bene. Sono nel pallone. Una parte di me si sente un po’ in colpa, per essere al tavolo con lui. Forse perché fino a pochi giorni fa, in cuor mio, credevo di poter sistemare le cose con Marco. Lorenzo è uno serio, si vede, forse gli sto solo facendo perdere del tempo. Se fossi al suo post, non vorrei offrire una cena a una con la testa incasinata come la mia. Mi interessa quando parla di lui ma è come se avessi già un limite in partenza e quel limite ha un volto, ha un’identità, ha un nome: Marco.

L’altra parte di me però, quella un tantino più egoista, sta bene a cena con Mister X e vede in lui una ventata d’aria fresca. Un uomo che mi può davvero interessare. Una svolta. In fin dei conti il legame che sento con Marco, esiste solo nella mia testa. Nella realtà sono una ragazza con una situazione sentimentalmente un po’ sconvolta ma LIBERA. Mister X potrebbe esser capitato nel momento più sbagliato, o nel più giusto che possa esistere, sta a me capirlo. Anche se non ho ben chiaro come fare. Cerco di tornare con la testa connessa al momento presente e lo ascolto finché mi parla della sua passione per la montagna. A me la montagna non è mai piaciuta e glielo confesso subito. Gli spiego che una delle mie paure più grandi è l’altezza. Non sono una di quelle persone che si emoziona ad alta quota. Guardar giù è una sofferenza per me. Soffro di vertigini. Sono molto più a mio agio in mezzo al mare. La sirenetta mi viene benissimo.

Lui non può credere a questa cosa e subito mi lancia una sfida:

“Verrai in montagna con me una volta e a fine gita ti chiederò nuovamente se ti piace la montagna.”

Mi piace un sacco la sua sicurezza. Mi ispira molta fiducia, sa quello che dice e ha le idee tremendamente chiare. Beato lui.

“Ti piace il mare Lorenzo?”

“Non ne vado matto.”

Lui nota subito la mia faccia delusa. Chi sta al mio fianco, non può non amare il mare!

Riprende la parola:

“…ma mi potrebbe piacere andare al mare con te.”

Mi lusinga e mi strappa un sorriso. Mi imbarazza il ragazzo, dicono che sia una cosa positiva.

donna

Ordiniamo il caffè. Mi sento molto più rilassata, rispetto all’inizio della serata, anzi della giornata in generale. Sto bene in sua compagnia. É bello quando le persone ti trasmettono serenità.

Tutto si interrompe d’un tratto, quando entra nel locale Stefano. D’istinto mi viene di nascondermi ma poi mi rendo subito conto, che oltre ad esser impossibile, sarebbe dannatamente stupido. Cerco di rimanere impassibile, non ho scelta. É solo, si ferma al bancone e ordina una pizza d’asporto probabilmente. Non mi ha ancora vista ma è questione d’istanti. Destino vuole che Lorenzo si alzi per andare ai servizi. Stefano mi vede. Accenna un saluto con la testa (massimo del rapporto tra noi) e torna a sfogliare il giornale appoggiato sul bancone. Mi sento morire. Marco saprà molto presto, che sono a cena con un altro uomo, è ovvio, glielo dirà subito. Farei lo stesso con un’amica. Come se non bastasse, per venire qui a cena stasera, ho anche detto di no a Marco. L’ho lasciato solo, con due pizze e un due di picche clamoroso. Prima ne andavo quasi fiera, ora mi sento una merda. Penserà malissimo di me, ne sono certa. Sembra proprio che io stia facendo di tutto per perderlo e per allontanarlo. Peccato che dentro di me, non so proprio, se voglio questo. Non voglio distruggerci ma sto remando verso quella direzione. Sono certa che appena Marco lo saprà, gli cadrò in basso. Non è da me comportarmi così. Non sono quella che esce a cena con chiunque capiti e per lui questo sarà un campanello d’allarme inequivocabile.

Lorenzo torna dal bagno e poco dopo Stefano esce dal locale con la sua pizza d’asporto. Che destino bastardo, una serie di coincidenze assurde, che mi portano ad aver trovato Lorenzo ieri, ad essere in questo locale con lui oggi e ad esser stata vista da Stefano ora. Tutto qui ed ora. Chiamatele coincidenze se volete, io lo chiamo destino. Non posso farci nulla, sono responsabile delle mie azioni, su questo non c’è dubbio. Lorenzo mi riporta a casa, strappandomi un altro quantitativo ingente di sorrisi, è proprio piacevole. Arriviamo a destinazione, garbato scende dall’auto per salutarmi. Marco non sarebbe mai sceso per farlo (eccoli, i paragoni ci risiamo). Mi augura la buonanotte.

“É stato un piacere conoscerti meglio Aisha. Hai degli occhi che parlano e ora ho davvero voglia di continuare ad ascoltarli, spero me ne darai la possibilità.”

Wow, che schiettezza! Mi piace, senza filtri, senza dover fare il misterioso per forza. -Mi piaci, te lo dico e ti voglio rivedere. – Il suo messaggio è chiaro. Sono colpita.

“Grazie Mister X.”

Vorrei dirgli tante altre cose in realtà. Tipo che sono stata bene, che mi sono divertita, che forse avrei voglia di rivederlo ma nulla di tutto ciò mi esce di bocca. Stitica da far spavento. Lui incassa il colpo con classe e mi saluta con una battuta da prendere con spirito:

“Attenta che ti costringo a guardar giù da un grattacielo, se non uscirai con me un’altra volta. Ti ho avvertita, sono uno di parola, provare per credere.”

Sale in auto e se ne va. Rimango ferma, sorrido e lo saluto con la mano. Sono davvero in confusione. Felice della serata ma terrorizzata dal dover far i conti con me stessa. Quando verrà a saperlo Marco? Stefano lo avrà già avvertito?

Come se lo smartphone avesse sentito i miei pensieri, vibra, Marco:

-Mi fai schifo. –

Netto, diretto, senza scrupolo.


( Mister X è arrivato nel momento giusto o in quello sbagliato? Aisha saprà apprezzarlo davvero? Ditemi la vostra! )

10 Replies to “14) Quel limite ha un volto, un’identità, un nome.”

  1. ahi pessima autorete per il perfetto Mister X, quando si riporta a casa una ragazza si aspetta che entri in casa prima di ripartire. Che la “minaccia” finale ci mostri in realtà che Mister X non sa accettare i rifiuti?
    Se posso darti un consiglio smetti di mettere gli asterischi alle parolacce, leggere cazzo o merda non credo sconvolga più nessuno, tra l’altro a volte li metti ed a volte no quindi ha un che di “finto”, vai sciolta.

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    1. L’hai segnato ormai sto Mister X 🙈 comunque per la questione -cazzo- è semplicemente che quando mi viene dal cuore non lo asterisco, lascio che vada, quando invece potrei evitarlo ma ci sta così bene che ce lo metto, uso gli asterischi! Sono una ‘de core’ pure per le parolacce, tutto qui! Magari ti ascolterò comunque.. vai di cazzo libero.. 😉

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  2. Benvenuto principe azzurro!!!
    Donne chiariamoci le idee una volta per tutte una volta che ne troviamo uno diamogli una possibilità!
    che di belli e dannati tanto ne toviamo troviamo sempre….

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    1. il fatto è che il principe azzurro non esiste anche perché voi non siete né principesse né cenerentole. Forse bisognerebbe solo capire che per una relazione serve l’impegno da entrambe le parti, sapersi adattare, sapersi sacrificare ma senza diventare “schiavi” del rapporto ed esigendo dall’altro lo stesso impegno, rispetto e sacrificio.

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      1. Sono d’accordo sulla tua idea di rapporto ed impegno ma le donne sono principesse, su questo non si discute. Nel senso magico del termine. Senza spiegazioni logiche o altro, tipo la Nutella: è buona e basta, non serve spiegare il perché!

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      2. hmmm no. le donne non sono principesse, sono esseri umani e come tutti gli esseri umani possono essere meravigliose o pezzi di merda. Crederle e trattarle da principesse è esattamente lo stesso errore sessista e discriminatorio che trattarle da esseri inferiori. Solo quando capiremo che donne e uomini sono uguali e le differenze possono essere solo personali aboliremo ogni forma di sessismo.

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      3. Anche le principesse infatti sono esseri umani, non per niente sono donne 😋 è un tunnel Lorenzo non c’è niente da far! No way! 👑👑👑👑

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  3. Un proverbio americano dice “quello che non si sceglie subito, non si sceglie mai”. Principe azzurro o bello&dannato non fa differenza: penso che quello giusto è quello che i dubbi non lì fa nemmeno venire, che quando c’è non si riesce a catalogare ma si vive per quello che è. Credo che Aisha dovrebbe seguire il suo istinto e la sua intuizione, loro sanno di sicuro cos’è più giusto per lei.

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    1. Cara Cenerentola, ciao! Devo dir che mi hai insegnato un bellissimo proverbio, grazie! E mi piace anche la tua filosofia relativa a “quello giusto”. Vediamo dove andrà a finire Aisha e con quanto istinto avrà il coraggio di scegliere. 😉😉😉

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