4) Non abbiamo mai smesso di appartenerci.

-Aperitivo insieme stasera ragazze? –

Ottima idea! Mangio un boccone, mi vesto e mi dirigo verso il nostro bar di fiducia. Alice è già lì, mentre come al solito Chiara tarderà qualche minuto. Scegliamo il tavolo e cominciamo a chiacchierare in attesa del suo arrivo.

“Novità Aisha?”

Che faccio?  Le dico tutta la verità, rischiando di prendermi della scema per avergli risposto e di sentirmi dire poi: -te l’avevo detto! – o faccio finta di nulla?

Credo che l’amicizia che ci lega, sia la cosa più vera che conosco e che qualsiasi mia bugia, davanti ai loro occhi, può avere al massimo 24 ore di vita. Chiara e Alice mi conoscono davvero bene. Siamo cresciute insieme, imparando ad interpretare qualsiasi espressione facciale, comportamento, o parola, le une delle altre. Dirò loro la verità, è ovvio, se lo meritano. Sono ben consapevole, che anche quando magari agisco troppo d’istinto e mi danno della pazza, i loro non sono mai giudizi negativi fini a se stessi ma reazioni sincere, dovute al fatto che mi vogliono bene.

“Ovvio che sì, ho delle novità. Aspettiamo Chiara però, così lo racconto una volta sola, che meno lo nomino, meglio sto. Ordiniamo da bere intanto!”

Arrivano i nostri tre drink fissi d’aperitivo e con loro finalmente all’orizzonte si vede anche Chiara.

“Ciao tesoro! Come stai?”

Si fionda subito su di me, abbracciandomi. É consapevole, che per quanto io non ami molto gli abbracci strappa lacrime, ora come ora, ne ho estremamente bisogno. Il suo gesto mi fa infatti un gran piacere.

Entriamo subito nel vivo del racconto. Spiego loro il contenuto dei messaggi della sera prima e tutto ciò che è accaduto a lavoro. Me ne vergogno anche un po’, raccontandolo, colgo meglio la totale follia della cosa. Quando le vivi certe cose, sembrano diverse.

Le vedo fare mille smorfie, durante il mio racconto, come se non ce la facessero proprio a non esprimere, quanto Marco e i suoi comportamenti, le facciano incazzare. Dimostrano però un gran rispetto, lasciandomi finire il racconto, senza interruzioni. Sono certa che entrambe, si stanno mordendo la lingua e non poco.

La prima ad intervenire è Alice:

“Ha ragione solo quando dice che tu sei uno spettacolo ma lui rimane una vera merda! A che serve poi, dopo il casino che ha combinato, venire in negozio e fare quella sceneggiata?”

Chiara, più contenuta:

“Ti ha fatto piacere il suo gesto?”

Questa volta mento nella maniera più spudorata:

“Non mi interessa più niente, per me non esiste più. Ha rotto qualcosa che non si può sistemare.”

La mia bocca dice una cosa ma il mio cuore si raggela nel sentirmi pronunciare quelle parole. Mento a loro e a me stessa. Devo farmi forte e ricordarmi le mie nuove promesse.

Sorseggiamo le nostre bevande, continuando gli acidi commenti. Tutto d’un tratto vedo avvicinarsi il gruppo di amici di Marco. Mi prende il panico, ho paura di veder comparire anche lui. D’istinto mi vien da pensare: —-Oddio! Sono uscita di casa di fretta, non sono abbastanza carina, se ci fosse anche lui—- ma da sola mi rendo conto dell’idiozia appena pensata. Riconosco Stefano e subito mi compare nella testa l’immagine di lui e Marco, in quella cavolo di stanza d’hotel.

Si avvicinano, fanno un cenno per salutarci e si piazzano in un tavolo molto vicino al nostro. Lui al momento non sembra esserci.

Deglutisco forzatamente, le ragazze mi vedono agitata e capiscono subito che è il caso di cambiare argomento. Cominciano così a fantasticare sulla festa hippie, della quale avevamo già parlato nel gruppo. Parliamo di come potremmo agghindarci per l’occasione, essendo che si tratta di una festa a tema. Non posso però far a meno di distogliere l’attenzione, da fiori e coroncine, quando sento i ragazzi al tavolo di fianco dire:

“Oh ma Stefano, che cavolo avete combinato in hotel l’altra sera? Chi erano quelle due tizie?”

Mi sento come pugnalata, un colpo dritto allo stomaco. Non vorrei assolutamente sentire la risposta di Stefano ma evidentemente il mio destino vuole diversamente. Vuole che ascolti un’altra volta quella verità.

Lui ridendo tutto fiero:

“Un casino ragazzi, eravamo belli bevuti e le ragazze non avevano nessuna voglia di andare a letto, così le abbiamo tenute sveglie!”

“Siete dei grandi! Ahahahahah!”

Sto morendo. Mi mordo le labbra e credo che mi sto sforzando davvero per non reagire male. Tirerei quattro schiaffi a tutti quelli seduti a quel tavolo. Sentire nuovamente questa storia e per giunta raccontata da Stefano, mi sembra davvero una cosa oltre il limite della sopportazione. Vedere quel gruppo di maschi, ridere così e far battute di pessimo gusto sull’accaduto, mi fa davvero pensare a quanto siano vuoti e stupidi. So bene che loro non mi hanno mai considerato la ragazza di Marco, evidentemente non lo sono mai stata, al massimo ero quella che si scopava con una certa regolarità. Ma arrivare anche a parlare delle loro avventure, a pochi metri da me, come se non esistessi, è davvero troppo.

Mi sento presa per il culo e molto delusa. I maschi fanno schifo a volte. Sono profondi come pozze d’acqua. Giocano con tutto e non sono in grado di prendere nulla sul serio. Hanno paura delle cose vere. Se potessero, userebbero il joystick, anche per giocare con la loro vita. Branco d’idioti, oggi li odio tutti, nessuno escluso.

Le ragazze capiscono subito che la mia attenzione si è spostata su quella conversazione e sapendo che non possono impedirmi di ascoltare, questa volta non si limitano con i commenti e bisbigliano tra loro:

“Stupidi è dir poco!”

“Non cambieranno mai!”

“Mi sembra proprio chiaro che non ti sei persa niente Aisha”

Niente??? Ho perso un intero anno della mia vita dietro quello stronzo. Magari ho anche lasciato scappare qualcuno che valeva davvero la pena conoscere. Alla fine non mi è mai mancato nulla. Ho sempre avuto molti ragazzi interessati a me ma ne ho bocciati a bizzeffe. Non perché fossero sbagliati o altro ma per il semplice fatto, che da quando la mia prima vera relazione è finita, non mi sono più impegnata nei confronti dell’amore. Ne ho conosciuti tanti ma in realtà non ne ho conosciuto per davvero nessuno. Ho vissuto splendidi momenti, spensierata senza legami, godendomi le mie amicizie e la mia libertà. Momenti in cui il mio sorriso dipendeva solo da me. É stato un bellissimo periodo di vita, anche se ammetto che non mancavano gli attimi in cui mi sentivo sola e avevo voglia di condividere il bello e il brutto, le cose semplici e quelle difficili, con qualcuno, che non fossero le mie splendide amiche.

Tutto questo è durato finché ho conosciuto lui. Quello sbruffone che vedevo sempre per strada, che mi suscitava anche antipatia a dire il vero, conoscevo la sua fama da play boy e mi facevano ridere i suoi atteggiamenti da super uomo convinto. Fino a quando una sera mi si è avvicinato, abbiamo cominciato a parlare, l’ho preso molto in giro, affermando che non sarei mai uscita con uno come lui. Lui a quel punto mi ha sfidata, facendomi un indovinello. Sostenendo, che se ritenevo di esser davvero tanto intelligente, non avrei mai potuto non sapere la risposta esatta, ma che qualora avessi sbagliato, sarei dovuta uscire con lui, almeno una volta. Ovviamente colsi la sfida.

—Se hai un paio di scarponi e in uno ci sono due buchi e nell’altro tre, che ora è???—

Inutile dirvi che la risposta la sapevo bene ma che per qualche strano motivo di alchimia, sbagliai apposta. Quello sbruffone mi aveva incuriosita e volevo capire cosa nascondeva dietro i suoi atteggiamenti da super uomo. Il giorno seguente siamo usciti così la prima volta e da quel momento non abbiamo mai smesso di appartenerci.

É stato il mio fulmine a ciel sereno, che mi ha colpita, dritta dove non avrei mai potuto pensare. Fulminata.

Ad oggi posso dire, che dietro all’aria da sbruffone, si nasconde solo uno come tanti, che parla tanto ma non vale nulla. Di solito non mi sbaglio sulle persone ma su di lui credo di aver fatto un grande errore. Ci avevo creduto. Credevo fosse quello giusto per me. Uno in grado di tenermi testa. Se solo avessi risposto giusto a quell’indovinello, forse adesso non mi troverei in questa situazione. Me la sono voluta.

Alice: “Aisha, sta arrivando.”

Quelle parole mi risvegliano subito dai ricordi. Torno bruscamente nel mondo reale e il cuore comincia a battere all’impazzata. Si sta avvicinando.

Vorrei scomparire.

 

 

 

 

 

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