NESSUNO È FIGLIO UNICO

Sono certa che da là sotto è uscito solo BB. Eppure, quando ho partorito, il dottore si è avvicinato dicendomi: “Signora, questo è suo figlio… e questo è Filomeno.”

E chi c**** è Filomeno?

 “Verrà a casa con voi.”

Provo a spiegarmi… negli istanti subito dopo il parto sei confusa, euforica, strafatta di ormoni e pazza d’amore al punto che baceresti in bocca dottore, ostetriche e infermieri. Tutto ciò che ti viene detto è nuovo e sa di magia, e tu non puoi far altro che crederci. Insomma, per farla breve, gli ho dato retta e mi sono fatta appioppare anche Filomeno. Mi hanno rassicurata dicendo: “È un tipo tranquillo, come non averlo, non deve registrarlo in comune, non deve trovargli il pediatra, non è soggetto a coliche, insomma signora… non deve fare niente, solo portarlo a casa”.

Per quanto parecchio bizzarra, la cosa pareva gestibile.

A casa non avevo nulla per Filomeno, ma lui non ha fatto una piega: “Aò! Nun te devi preoccupà, nun me serve niente. Tu pensà solo ar piccoletto. Non vedi che s’è pisciato sotto? Lo devi cambià!”. Aveva ragione, BB era zuppo di pipì. Filo è rimasto lì ad osservarmi con attenzione durante tutti i passaggi del cambio pannolino. Era una compagnia strana, ma mi dava dei buoni consigli e me li dava in romanaccio ed io… amo il romanaccio!

Inizialmente BB dormiva con noi nel lettone, più precisamente sotto la mia ascella, proprio come una baguette, e Filo se ne stava lì vicino. Di tanto in tanto se ne usciva con un: “Aò! Attenta a quando te movi. Nun lo schiaccià”.

Poi un giorno… SBADABAM! Al compimento del nono mese BB si è gettato dal letto nel cuore della notte.

“Aò! Se è accoppato! Alzate!”, ha gridato Filo con prontezza.

Ci siamo alzati tutti di scatto, incredibilmente anche il padre (credo che Filo gli avesse tirato una cinquina). Dopo esserci assicurati che stesse bene, abbiamo convenuto che BB fosse stanco di fare la baguette e si fosse gettato per farcelo capire. “Aò regà! Je serve na’ stanza sua!”

La stanza in realtà era pronta da mesi, ancor prima del suo concepimento forse, ma il momento giusto era arrivato solo dopo il volo pindarico. Filo ovviamente l’ha seguito. Dormono tutt’ora accoccolati nel materasso più sicuro di sempre, quello da cui non si può cadere: direttamente a terra. Ero un po’ dispiaciuta per il distacco, ma felice che fosse arrivato in modo naturale e… memorabile, con il botto appunto. Potevo godermi il mio ritrovato spazio nel lettone e tornare a muovermi, ma non avevo considerato che Filo soffre un tantino i cambiamenti e, come avrete dedotto, è al quanto apprensivo. Tutt’ora mi tira giù dal letto, ancor prima che BB mi chiami: “Aò! Daje na controllatina, vedi se respira!” “Aò! S’è scoperto!” “Aò! Senti che tosse!”

A forza di starlo a sentire sono diventata una sorta di Marines, balzo in piedi nel cuore della notte, ad ogni mugolio del pargolo.

Filo è stato molto attento anche durante lo svezzamento, maniacale direi. Ogni tre per due mi batteva sulla spalla: “Aò! Lo stai a controllà? Quello se soffoca!” Per non parlare poi di quando è qualcun altro ad imboccare BB, Filo diventa paranoico: “Aò! Je sta a fà er boccone troppo grande! Manco stesse ad imboccà er Buddah!”. Così mi viene spontaneo monitorare costantemente la situazione. Non per mancanza di fiducia, ma proprio per questione di… Filo!

Ormai BB gira per casa a mo’ di esploratore autonomo ed automunito, sulla sua scintillante Jeep rossa, e Filo riesce ad eclissarsi per un po’, ma quando baby boss non è più a portata d’occhio o magari c’è troppo silenzio, non tarda a farsi sentire: “Aò! Vai a vedè che combina!”. Con uno scatto verifico cosa sta accadendo e solitamente lo trovo in situazioni al quanto fantasiose: “Tutto a posto Filo, sta… giocando!”.

Con il tempo ho cominciato a prendermi anche qualche serata libera, ma una volta arrivata sulla soglia della porta ho ricevuto la più grande sorpresa: “Aò! Ndo’ vai? Vengo pure io!”. Non c’è stato verso, Filo mi ha seguita, promettendomi di starsene buono buono. Così è stato, ma più diventava tardi più Filo cominciava a dare segni di irrequietezza. La sua gamba sotto il tavolo era in preda ad un evidente tremarella, fino a che non ce l’ha più fatta: “Aò! Che dici? Se sarà addormentato?”.

Ho chiamato il padre, andava tutto bene: dormiva come un angelo. La gamba di Filo smise di tremare.

Capita poi che BB stia a casa delle nonne o alla Ludoteca per mezza giornata e Filo, come ormai avrete capito, piomba nella mia auto. Tace per qualche ora, ma poi comincia: “Aò! Te manca eh?”. Filo non si sbaglia mai.

Quando qualcuno veste BB, Filo non resiste, deve dire la sua: “Aò! Daje na controllata, c’ha i calzini mosci!” “Aò! Pare Einstein, daje nà pettinata”.

Filo talvolta è un tantino invadente devo ammetterlo, ma non saprei più stare senza di lui.

È attentissimo quando BB gioca con i suoi amici cani. C’è sempre quando BB punta le scale e vuole provare a salirle da solo. C’è quando BB corre forte, più forte delle sue gambe. C’è quando si arrampica come un selvaggio. C’è quando si caccia nei guai. Filo c’è.

Un giorno, finché BB dormiva tranquillo, ho osservato Filomeno:

“Filo ma… sei dimagrito?”

Lui ha sorriso: “Aò! Che… non te l’hanno detto all’ospedale che cor tempo me farò piccolo piccolo fino a diventà trasparente?”.

L’ho guardato allibita: “No!”.

“Ma nun te preoccupà, qualsiasi cosa accada c’è sarò per sempre. A proposito, sistemaje a coperta, gl’è uscito er piede!”

Una Bionda e Una Penna.

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