365 giorni in 1 scrigno

E tu, cosa ricordi dei tuoi primi 365 giorni di vita? Un fico secco è la risposta esatta. Eppure è noto che il primo anno di vita venga venerato, decantato e tanto festeggiato. Mamma e papà si scervellano e si indebitano per organizzare un evento in grande stile: la prima indimenticabile festa di compleanno. Ma… udite, udite, il loro bambino pare proprio che non se la ricorderà per nulla -gli esseri umani sono proprio strani-.

Comunque cari genitori che, a tal proposito, vi siete fatti in quattro o che lo state per fare, non disperate: innanzitutto siete in buona compagnia e poi ho sentito parlare di un piccolo scrigno dei ricordi, dicono sia ben nascosto dentro al cuore di tutti noi. Al suo interno c’è il nostro debutto nella vita. Non ci sono foto, né doni, né nomi, ma qualcosa di più simile a sensazioni ed emozioni . In qualità di mamma, dichiaratamente curiosa, ho provato a frugare dentro quello del mio bimbo e sentite un po’ cosa ho trovato…

Il primo oggetto, chiamiamolo così per praticità, è qualcosa di davvero molto familiare, anzi che proprio mi appartiene: si tratta del mio odore. Effettivamente, pensandoci su, i primi mesi abbiamo vissuto appiccicati notte e giorno. Momenti in cui agli occhi del mondo lo stavo viziando o magari allattando troppo, quando in realtà ecco svelato l’arcano: stando insieme, senza limite alcuno (a volte capita ancora adesso ma…shshshssshhh), stavo imprimendo nella sua memoria il mio odore, assicurandomi così che avesse il primo inseparabile ricordo da riporre nello scrigno. Lui di pronta risposta mi ha stregata con il suo: biscottino al latte con note di vaniglia, lo descriverei proprio così. Chissà cosa dirà un giorno del mio, credo che prima o poi glielo chiederò. L’odore di mamma non si scorda mai: questa è una certezza! La mia sa di rosa ad esempio, e le vostre?

Ma non divaghiamo, continuiamo a parlare dello scrigno. Curiosandoci dentro ho trovato colori associati a rumori: suppongo fossero quelli della sua amata palestrina. Quanto tempo ha passato sdraiato là sotto: a pancia in su ad osservarne ogni singolo dettaglio. E poi con caparbietà, tentativo dopo tentativo, un giorno ha imparato a girarsi a pancia in giù e a rotolare, scoprendo un’altra prospettiva da cui osservare quel rumoroso mondo e i suoi colori. Poi è arrivata anche una gran voglia di toccarlo con mano; dentro lo scrigno infatti ho trovato la sconfinata soddisfazione di aver cominciato ad afferrare i primi giochini. Che gioia era osservare quelle manine laboriose.

E poi? Mi pare di vedere dell’altro: sembrano le prime paroline. Quel ma-mama mammaama un po’ confuso, ma così sublime alle orecchie di una mamma, che via via diventa un richiamo sempre più chiaro e ben scandito fino ad un preciso: MAM-MA. Sillabato mille volte al dì, all’occorrenza anche in tono pretenzioso e indispettito, ma che resta sempre immensamente romantico.

E poi, questo cos’è? Il gusto! Che bello cominciare i primi assaggi e che fame fin da subito. Sporcarsi tutti e toccare ogni pietanza con mano è la parola d’ordine. Il risultato? Un piccolo e adorabile porcile che mamma ripulisce con tanto amore, risate e pazienza e che i suoi cani adorano lucidare.

E poi? Il movimento, che conquista! E che capitomboli! Ma vuoi mettere la gioia di raggiungere qualsiasi posto si desideri da soli? Anche quelli dove mamma e papà dicono: “No no no”. E lui di pronta risposta ci guarda ridendo per poi proseguire nel suo intento.

E poi, come ogni scrigno che si rispetti, vedo una serie infinita di piccole cianfrusaglie: erba, sabbia, terra, sassolini, segni dei tanti posti scoperti con mamma e papà, accompagnati da mille sorrisi e risate. La raccolta di cianfrusaglie continua via via che l’interazione con il mondo aumenta: coccole e morsi con nonni, zii ed amici; e poi ancora le canzoni, il senso del ritmo già lampante, battere le mani e salutare ininterrottamente, le pernacchie e tutta la gioia che esiste.

E questo che diamine è? Opssss, un pelo. Dev’essere di certo di uno dei suoi due cani, che tanto ama osservare, inseguire e toccare, anche se ad una certa se la danno a gambe levate per salvarsi dalla sua indomabile esuberanza. Gli stessi che però corrono ogni mattina a leccargli la faccia e gli si addormentano a fianco.

E infine un equilibrio sempre più forte e sicuro e la voglia di tirarsi su all’in piedi con quelle due gambette tutte da mordere, tentando così i primi passi. Da piccolo e rannicchiato tra le braccia di mamma, a grande e fiero al suo fianco, è davvero questione di un attimo.

Insomma questo scrigno è davvero pieno zeppo di meraviglie, bisogna esser matti a dire che non ricordiamo nulla del primo anno di vita. Ci sarebbero davvero un trilione di parole da usare per descrivere questi 365 giorni pazzeschi, ma ora, scusatemi, devo proprio chiudere e riporre con cura lo scrigno nel cuore del mio piccolo, per fuggire a preparare l’indimenticabile festa di cui non si ricorderà un fico secco. ;-p

Una Bionda e Una Penna, una mamma da 365 giorni.

ps: Vi lascio con l’invito a chiudere gli occhi e a curiosare nel vostro scrigno. Se vi pare di aver dimenticato le chiavi, chiedete aiuto a mamma, sono certa che vi potrà aiutare, dato che ci avrà già curiosato dentro, forse un po’ nostalgica, più e più volte.

Pss Tanti auguri vita mia. ❤️

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...