51) Pensare per due.

Parcheggiamo in garage. Aspetto che lui accenda luci e poi scendo dall’auto. Ci dirigiamo in casa. Lui si accinge subito a preparare la tavola. Che fa adesso? Si mette a cucinare? Gli afferro una mano e lo fermo. Lo guardo dritto negli occhi:

“Lorenzo per favore fermati. Dimmi cosa sta succedendo.”

La cena è l’ultimo dei miei pensieri e lui probabilmente mettendosi a cucinare, stava solo cercando di stemperare tensione. Non ho bisogno di nulla in questo momento. Voglio solo che mi dica cosa diavolo sta succedendo.

“Ok.”

Ci sediamo. Uno difronte all’altro. Occhi negli occhi. Sta a lui sferrare il primo colpo. Sono pronta.

“Allora Aisha, so che è inutile dirti quanto mi sia dispiaciuto per ieri sera ma mi va comunque di farlo. Mi sono comportato di merda. Scusa. Le tue amiche sono state dei tesori ed al più presto mi scuserò nuovamente con loro, ma il fatto è che…”

Fa un profondo respiro, uno di quelli che ci si impegna a buttar giù fino alla pancia, poi deglutisce. Sento il cuore battere sempre più forte. Ho una fottutissima paura che mi dica che abbiamo corso troppo e che forse non è innamorato di me. Non so come potrei reagire. Ormai però sono davanti alla verità. Lascio che continui a parlare. Non posso più tornare indietro.

“Ho ricevuto una proposta. Si tratta di lavoro. Mi hanno offerto un incarico a cui ambivo da molto tempo. Il che mi rende tremendamente felice, ma si tratterebbe di andarmene per almeno sei mesi, in Germania. Dovrei partire la settimana prossima.”

Vuoto. Nero. Nulla. Il cuore comincia a battere ancora più forte e in più sento quella sensazione di stretta allo stomaco, quella che solitamente si ha, quando qualcuno ci dà una brutta notizia. Mi trovo nella confusione più totale, è lui a continuare il discorso:

“Se non ti avessi incontrata, avrei già fatto le valigie, ma ora non so che fare. So bene che è il momento più sbagliato che possa esistere per dividerci. L’inizio di una relazione è la parte più bella ma anche la più delicata di un rapporto, dove tutto prende forma. Dovremmo solo passare insieme ogni istante, senza limiti. La lontananza potrebbe essere forse il peggiore di essi. Ieri ero sconvolto, l’avevo appena saputo e non sapevo davvero come comportarmi in quella situazione. Scusami ancora per il mio comportamento, ma non sono stato in grado di controllarmi. Ti prego di dirmi qualsiasi cosa che ti sta passando per la testa in questo momento. Desidero che tu sia sincera. Per favore.”

Mi sento in un’altra dimensione. Sto seriamente sperando di risvegliarmi al più presto da un brutto sogno, ma sono già sveglia dannazione, più che mai. Dentro di me dopo il vuoto, comincia a crearsi il caos totale. Sento la testa esplodere, i pensieri cominciano a viaggiare ad alta velocità. Sono tanti, tantissimi e diversi. Si scontrano. Ogni uno si batte per essere quello giusto. Inevitabilmente entrano uno in collisione l’uno con l’altro. Scintille.

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Il risultato è assai confuso, non so cosa ricavare da questo caos e fondamentalmente non so cosa dirgli. Le soluzioni e le relative possibili conseguenze, sono troppo diverse tra loro. Lui mi fissa, ha il volto teso e sta decisamente aspettando una risposta. Devo dire qualcosa. Prendo esempio da lui e faccio un bel respiro profondo. Cerco di lasciarmi andare e rispondo:

“Dovresti andarci.”

Ascoltando ciò che ho appena detto, mi stupisco di me stessa.  É l’ultima delle risposte che mi appartiene. Ho usato la testa, dimenticandomi dell’istinto. Quello avrebbe senz’altro risposto in un altro modo. D’istinto gli avrei certamente detto di non farlo, di non andare via, di non mettere alla prova il nostro rapporto. Se è così bravo nel suo lavoro, potrebbe senz’altro trovare delle gratificazioni anche qui. Non c’è bisogno di andare in Germania. Non so se sarei in grado di gestire la lontananza. La quotidianità è una delle cose più belle e vere che esista, necessaria per stare insieme e per costruire un rapporto. A questo punto della nostra relazione, bisognerebbe alzare il tiro, cominciare a fare sul serio, non di certo dividersi. Perché diavolo ho risposto in quel modo allora? Se la mia volontà è un’altra? Forse perché involontariamente ho cominciato a pensare per due. Ho messo da parte un piccolo pezzo di me. Il mio cuore forse non appartiene più solo a me. Prima di rispondere ha pensato automaticamente anche alla felicità di Lorenzo. Una parte del mio cuore si prende cura di lui, è già sua. Sono innamorata cazzo. Lo sono per davvero. Ciò non toglie, che questa è l’ultima notizia, che avrei voluto ricevere. Mi fa tanta paura. Lui mi osserva ancora in silenzio, mi sta studiando. Credo che stia cercando di capire, se sono sincera. Se sto cercando di mutare il mio pensiero. É stupito, tanto quanto me.

“Lo pensi davvero?”

Non chiedermelo un’altra volta dannazione. Già è stato difficile dirlo, forse non riuscirei a farlo nuovamente. Mi limito ad annuire, richiede uno sforzo minore.

“E come faremo?”

“Questo dimmelo tu per favore.”

Con questa affermazione esce la parte di me che più riconosco. Quella fragile, che ha bisogno di protezione e di sicurezze. Fare la parte di quella tutta d’un pezzo in amore, non mi è mai riuscito bene. L’amore svela il nostro lato più fragile. Scioglie e rende vulnerabili tutti gli animi.

Mi afferra le mani: “Se davvero pensi questo Aisha, sono in grado di prometterti che ci riusciremo. Non sarà facile ma ci metterò tutto me stesso. A condizione che tu ci creda per davvero. Altrimenti resto qui.”

“Magari potremmo vederci qualche week-end, in fondo la Germania non è in capo al mondo.”

Lui distoglie lo sguardo, ho la sensazione che sta per dirmi ancora qualcosa di brutto.

“I week-end saranno i momenti in cui avremo tutte le fiere. Spesso ci dovremmo anche spostare in quelle occasioni.”

D’istinto continuo la sua frase: “….E per me è impossibile muovermi il week-end, essendo che in negozio è la parte più importante della settimana.”

Basta voglio scappare. Non è ancora iniziato e tutto comincia già a sembrarmi troppo difficile. Lui cerca di darmi coraggio.

“Troveremo una soluzione. Faremo in qualche modo. Ne sono certo.”

Mi si avvicina e fa per baciarmi ma non ho la forza per replicare.

“Ehi, che succede?”

“No, scusami ma sono un tantino frastornata.”

Lui poggia la sua fronte sulla mia: “Facciamo così: non ho ancora deciso nulla, anzi non abbiamo ancora deciso nulla. Per me è di estrema importanza ciò che hai detto, ma ciò non vuol dire che scelgo di partire. Domani faremo le ultime riflessioni e lunedì darò la mia risposta ok?”

Lo guardo dritto negli occhi. Mi rendo conto, che mi sto impegnando per soffocare più di qualche emozione. Sto impedendo ad alcune lacrime di scendere. Deglutisco.

“Ok.”

Lui finalmente mi sorride, quella curva del suo viso mi mancava già troppo. Per l’istante del suo sorriso, la tensione si allevia. Magia. Amore.

“Ho un’idea. Facciamo come se questa fosse l’ultima sera che stiamo insieme.”

La sua folle idea mi spaventa, ma allo stesso tempo mi accende. Si tratta di giocare con il fuoco. Oggi possiamo farlo per scherzo, non mi fa paura. Magari però la prossima settimana, accadrà per davvero. Ora però ho una pazza voglia di stare al gioco. Scelgo di non rispondere, cominciando direttamente a sbottonargli la camicia. Lo bacio con tutta la passione che ho in corpo. Non tengo nulla per me. In questo bacio ci sono tutte le emozioni di questa serata. É potente come non mai. Lascio scendere anche qualche lacrima, sperando che lui non se ne accorga. L’inizio di una serata unica nel suo genere. Fare l’amore come fosse l’ultima volta, è una bella sfida. Ti spinge a dare tutto. Testa e cuore, indiscutibilmente connessi, complici per un unico fine: l’amore. Ora stiamo giocando. Peccato che non lo si possa fare per sempre. Prima o poi arriverà anche il momento di fare sul serio.

 

 

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