26) Il momento giusto.

Dovrò fare le mie valutazioni. Lui mi guarda in silenzio, pende decisamente dalle mie labbra. Teme la mia reazione.
Potrebbe avermi raccontato una bugia colossale, non c’è dubbio. Magari però è la verità, la spiegazione in fondo ha un senso logico. Non voleva dovermi parlare dal nulla per mezzo di un telefono di una sua ex e in poche parole dirmi che andando in Spagna, inevitabilmente l’avrebbe incontrata. Sarebbero state troppe nuove informazioni all’improvviso. Non lo so. Lo conosco troppo poco per capire quale delle due sia la verità. Devo affidarmi al mio tanto amato istinto. Faccio un’analisi della situazione: conosco Lorenzo da poco, mi piace, tutti sbagliano e non sono una santa, dato che ieri sera ho pur sempre baciato Xavier, per errore ma l’ho fatto. Conosco il valore del mio gesto e so che non cambierà le cose tra noi ma per quel che riguarda il suo, qualche dubbio certamente mi resterà. Abbiamo sbagliato entrambi, in modo diverso ma l’abbiamo fatto. Uno pari, palla al centro. Il classico scivolone, che all’inizio di una conoscenza, ci si può concedere. Un piccolo passo indietro nel nostro percorso ma che forse si può recuperare. Voglio provare a credergli. Dobbiamo stare molto attenti ora però, nessun errore sarà più concesso.

“Ok Lorenzo, ho capito. Devo essere sincera, il tuo comportamento non mi è piaciuto. Avresti potuto cercare di spiegarmelo, credo che l’avrei capito. La via delle bugie, credo non sia mai quella giusta. Tuttavia sto bene con te, non voglio buttar via l’opportunità di continuare a conoscerti. Proverò a passarci sopra. Attenzione però all’importanza che do al concetto di fiducia. Ti prego, abbine cura, voglio imparare a fidarmi di te.”

Lui è palesemente scosso.

“Chiaro Aisha. Il tuo discorso non fa una piega e la maturità con cui affronti questa cosa, mi fa capire ancora di più, quale sia il tuo valore. Non te ne pentirai, non ti deluderò.”

Ci guardiamo dritti negli occhi per qualche istante. Le parole sono chiare ad entrambi, ora fissiamo il concetto con la profondità dei nostri sguardi. Ci siamo capiti.

Lui riprende:

“Aisha toglimi una curiosità, come cavolo hai fatto a scoprilo?”

Sorrido, in modo un tantino malefico.

“Hai presente quella cosa di cui ti ho parlato, che condiziona e guida la vita di tutti noi?”

Mi guarda confuso:

“Eh?”

“Il destino Lorenzo, il destino. Ci teneva che io lo sapessi.”

Lui sorride.

“É troppo chiederti di essere un tantino meno esoterica e di dirmi in che modo il destino, come dici tu, te l’abbia suggerito?”

“Dietro il destino, si nasconde una forza oscura, caro Lorenzo.”

“Aisha, è ufficiale ti sto perdendo.”

“Questa forza oscura si chiama: Facebook e domina tutti noi.”

Mi viene spontaneamente da ridere. La parte della sciamanna, mi è proprio venuta bene.

Lui, dopo aver capito il gioco, mi manda benevolmente a quel paese.

“Mi stavo preoccupando Aisha. Bentornata sulla terra. Spiegami come puoi aver capito tutto tramite Facebook. Solo un mio caro amico, che ho avuto modo di rivedere al volo, ha caricato una foto ma di certo tu non puoi averla vista. Avevo tolto il tag per evitare problemi.”

“Lo pensi tu. Ho molti più occhi di quanto tu creda Lorenzo, stai in riga.”

Non si dà pace, mi chiede se per caso conosca il suo amico, o se ci sia qualche strana connessione a lui sconosciuta. A quel punto smetto di far la misteriosa e gli spiego di Xavier. Lui cade dalle nuvole, incredulo:

“Questo Xavier comincia ad essere troppo onnipresente, santo cielo! Dovrò provvedere.”

“Non toccarmi Xavier. Piuttosto, immagino tu avessi pensato qualcosa per la serata, prima di questa serie di eventi.”

“Ovvio che sì.”

“Che si fa allora Mister X?”

“Pensavo di portarti da me. Possiamo fermarci a prendere del sushi d’asporto e andare a casa mia.”

Questo proprio non me lo aspettavo, passo importante andare a casa sua. Ammetto però che mi va. Alla fine, non esiste un timer per decretare il momento giusto, per fare o non fare qualcosa. Andrò a casa di Lorenzo. C’è solo un piccolo problema, anzi due. Odio il sushi. Non ho fatto neanche la doccia. A lui posso svelare solo il primo problema, il secondo lo terrò per me.

“Lorenzo, io odio il sushi.”

“Nooo! L’hai mai assaggiato?”

Ecco ora dicendo di no, farò la figura della bambina capricciosa.

“No ma mi fa senso.”

“Facciamo così, visto che dobbiamo imparare a fidarci l’uno dell’altro, stasera ti chiedo un altro piccolo sforzo, fidati. Ordineremo vari piatti, ho voglia che lo assaggi e se non ti piacerà, a casa ho tutto l’occorrente per fare due spaghetti all’italiana.” Cedo e accetto. Mi sembra un buon compromesso. Lascio la mia auto a casa e salgo con lui. Finché siamo per strada chiama il locale d’asporto e ordina varie cose. Dice strani nomi, di cui non capisco nulla. Mi devo fidare. Scendiamo al volo, ritiriamo il bottino e andiamo verso casa sua. Sono molto curiosa di entrare nel suo mondo. Il posto in cui vive una persona, può svelarti moltissimo di lei. Farò caso ad ogni particolare, è davvero una bella occasione per capire qualcosa in più di Mister X. Siamo arrivati, gira in una via, rallenta e apre con il telecomando un cancello automatico. Che emozione. É una bella casetta dall’esterno, con un piccolo giardino ben curato. Saliamo in casa dal seminterrato e non appena varchiamo la porta che conduce in casa, Lorenzo mi dà il benvenuto.

“Benvenuta nella mia umile dimora Aisha.”

Accende le luci e illumina così una parte del suo mondo. Ci troviamo in un salone spazioso, noto il divano, che ha un’aria davvero super comoda, uno di quelli su cui ti ci addormenteresti facilmente. Il televisore ha uno schermo enorme, subito penso a quanto possa essere uno spreco guardarci dei film-commedia, che a lui tanto piacciono. Dannazione, è una TV da film d’azione! Riesco ad intravedere anche la cucina con un bel open-space e un’isola, chissà com’è Mister X ai fornelli. Accende la luce delle cucina e appoggia lo borsetta del sushi sul bancone.

“Direi che possiamo mangiare subito Aisha, qualche pietanza è buona calda. Ti farò fare il giro della casa dopo cena.”

“Certo, come vuoi.”

Mi stupisce, l’uomo ordinato e meticoloso che conosco, propone di mangiare sul tavolino del salone in maniera un po’ selvaggia. L’idea mi alletta ma ammetto che da lui non me lo sarei aspettata. Lo facevo più uno da tavola ben apparecchiata. Ora arriva il bello: Mister X, io e il mio primo sushi. Spero di non fare figuracce. Mi illustra un po’ di piatti, ogni volta che sento dire “questo è crudo”, cerco di limitare la smorfia di disgusto, è più forte di me. Arriva lo scoglio numero due, mi porge le bacchette per mangiare e lì non riesco a trattenermi:

“No Lorenzo ti prego le bacchette no, potrei avere una forchetta?”

Scoppia a ridere. Maledetto.

“Ho un’idea migliore.”

Si alza va verso la cucina e torna con in mano un tovagliolo. Passa dietro di me e mi benda, dandomi un bacio sulla spalla. Per un attimo ho un sussulto, dopodiché mi rassicura a parole:

donna-bendata1

“Ci penso io Aisha, non ti serviranno posate, né dovrai sforzarti troppo per scegliere il cibo da assaggiare, ti guiderò io, lasciati andare e fidati di me.”

Si prospetta un’esperienza culinaria extra sensoriale. Sono pronta.


( Mister X riesce a riavvicinarsi ad Aisha e sembra essere molto convincente.Un appuntamento in casa non è cosa da poco, Aisha cadrà tra le sue braccia? A lunedì ;-P )

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