15) Non tutte le persone che ti mancano, tornano nella tua vita.

Non ho niente da dirgli. Come si permette di parlarmi in questo modo? Dovrebbe vergognarsi. Le parole hanno un peso e un ‘mi fai schifo ’, per quel che mi riguarda, è grave. Non ha senso che mi dica così per il semplice fatto che sono uscita con Mister X. Quante volte avrei dovuto dirlo io allora? Infinite. Il tutto genera in me un forte sentimento di distacco nei confronti di Marco. Non posso volere una persona che mi tratta in questo modo. Queste parole, dette con troppa leggerezza, accendono in me un brutto ricordo. Uno di quelli a cui non hai mai voglia di ripensare.

Il giorno in cui papà se ne è andato di casa. Tre anni fa: preparava le valigie e nel mentre se ne stava a testa bassa, senza dir nulla. Sapevo che se ne stava andando, anche se lui non voleva ammetterlo.

“Dove vai papà?”

“Andrò via per qualche giorno.”

Sapevo che stava mentendo, ce l’aveva scritto in faccia. Non mi guardava negli occhi, era dannatamente serio e mamma se n’era andata poco prima, sbattendo la porta. L’ho visto chiudere la valigia, l’ho visto prendere una mia foto di nascosto e l’ho visto sparire. Mi aveva dato un bacio sulla fronte ed era andato via. Questo è uno dei motivi per cui odio i baci sulla fronte, anzi mi fanno proprio schifo, non vogliono dire nulla, li trovo inutili. Baci che non hanno significato. Ricordo che lo osservavo, rimanendo inerme, per quanto avrei voluto tirargli dietro una sedia o urlargli qualche maledizione. Gli volevo troppo bene per ferirlo e lo rispettavo immensamente, anche se stava facendo qualcosa di davvero imperdonabile, era pur sempre il mio papà. Ero solo riuscita a dire tre parole, con il tono più basso e soffocato che potessi usare, forse proprio perché non volevo che mi sentisse. Quelle parole erano proprio: “Mi fai schifo.” Quando le pronuncia, papà era già arrivato al cancelletto in giardino. Credo non abbia mai sentito quella frase, meglio così. Accese l’auto e se ne andò. Da lì non l’ho più visto, né sentito.

Motivo per cui le parole usate da Marco fanno male. Hanno risvegliato questo pesante ricordo. É stata la delusione più grande della mia vita. Un eroe che diventa piccolo piccolo e fugge con la coda tra le gambe. Mamma non mi ha mai voluto far vedere la sua fragilità. Ha tirato subito fuori le palle, quelle che starebbero meglio ad un uomo ed è andata avanti. Abbiamo fatto tanti sacrifici ma siamo diventate forti. Nulla ci può distruggere e ora abbiamo ben chiare le cose che contano nella vita. La potenza delle donne è una cosa meravigliosa. Magari un giorno si farà vivo, o forse no. Non so quale potrebbe essere la mia reazione. Sarei in grado di mandarlo a quel paese, come di abbracciarlo per un giorno intero. Mi è mancato e mi manca ma non tutte le persone che ti mancano, tornano nella tua vita. Alcune ti mancheranno sempre meno e arriverai tranquillamente a viverci senza, altre le ricorderai con il sorriso, altre con il malumore, altre ancora non smetterai mai di aspettarle. Non ci voglio pensare, continuo a scegliere di essere più forte. Chi c’è c’è, chi non c’è, si sta perdendo qualcosa di meraviglioso.

Rimango seduta sulla sediolina che ho fuori casa, un po’ d’aria può farmi solo bene. Non ho ancora voglia di rientrare. Ormai andare a letto, in questo periodo, significa fare i conti e il bilancio delle mie azioni. Mi sta stancando questa cosa, avrei voglia di sdraiarmi spensierata e appagata, con quella tipica sensazione che chiude le belle giornate. Fisso il vuoto e cerco di rilassarmi. Ho trascorso una bella serata in compagnia di un ragazzo interessante, non dovrebbe essere questo il mio stato d’animo. Nel silenzio sobbalzo, sentendo suonare un clacson. Chi diavolo suona il clacson a quest’ora? Solo un pazzo argentino può farlo. É la vecchia panda di Xavier. Accosta lungo il vialetto, scende e si avvicina. Abita a qualche isolato da qui, probabilmente starà tornando a casa. Seduta qui fuori, con la luce accesa, avrò dato nell’occhio. Non so se esser felice o meno di vederlo. Non ho molta voglia di parlare ora come ora. Avrei preferito che non si fosse fermato probabilmente.

“Ehi cosa ce fai seduta lì fuori?!? La mamma te ha cacciata de casa?”

Che tipo! Si avvicina e si piazza sulla sedia libera.

“Ciao Xavi, no no ero solo qui fuori a prendere un po’ d’aria. Al momento mia madre tollera ancora le mie follie per fortuna!”

Mi chiede se la sua presenza mi disturbi, gli dico di no. In fondo un viso allegro e sorridente può solo far bene e lui è così! Adoro sentirlo parlare con il suo accento latino. Sbaglia ancora delle parole, qualcuna la dice direttamente in spagnolo e con gli accenti si perde un pochino ma è sempre divertente ascoltarlo, mette allegria.

“Comunque tu sei bella strana in questo periodo Aisha! Lasciatelo dire da un argentino che della vida probabilmente non ce capisce un cazzo ma diavolo si tu eres strana! Fa freddo e stai qui fuori, no è normale! Te vuoi solo ammalare,o me vuoi dire che hai? ”

Mi rendo conto, che è l’unico che riesca a dirmi che sono strana, senza farmi incazzare. Anzi mi fa sorridere. Sarà il suo modo di fare buffo, sarà il suo viso simpatico ma improvvisamente mi sento già meglio.

“Vuoi che ti dica la verità Xavi? Non lo so neanche io perché sono così.”

“No è vero, lo sai e lo so pure io! É colpa di quel tipo antipatico finto-fico, Marco se chiama! Te fa sempre incazzare quello là!”

Scoppio a ridere, ha proprio ragione.

“Me ricordo quando tu non lo conosceva, tu era loca loca loca! Quando c’è stava anche quel matto de Pablo e con le altre due tue amiche facevamo el gran casino, de giorno e de noche! Tu era sempre la più sorridente e la più hermosa.”

La mia mente torna a quel periodo della vita pazzo e spensierato. Quando abbiamo conosciuto quella gang di argentini. Erano stati una boccata d’aria per la nostra quotidianità! Erano giunti in paese per giocare a calcio, non conoscevano nessuno e quando ci siamo incontrati è nata subito una folle compagnia. Alice e la sua storia travagliata con Victor, che tuttora non ha una direzione reale. Chiara, che essendo fidanzata, era l’amica di bevute di tutti. La mia folle love-story con Pablo, durata fino a che lui non è dovuto tornare in argentina e il conseguente arrivo di Xavier, per sostituirlo nella squadra. Eravamo pazzi come dei cavalli ma abbiamo passato grandi momenti devo ammetterlo. Party in casa, girato i locali più folli, fatto le cose più strane. Eravamo tutti dannatamente felici e spensierati. Io per prima vivevo una storiella che non aveva futuro, era ovvio che Pablo prima o poi se ne sarebbe andato ma ero felice. Poi quando è partito è stata una bella batosta ma l’ho superata anche grazie a Xavier, che mi ha saputa consolare, rallegrandomi il morale, rimanendo sempre al suo posto e rispettandomi. Che periodo! Auguro a tutti di vivere momenti così! I vent’anni si vivono una volta sola e con loro le splendide follie. Bisogna farle tutte.

“Hai ragione Xavi, è stato un periodo fantastico!”

“Deve essere così, siempre! Sorridi, che sei più hermosa.”

Gli regalo il sorriso che merita e che è riuscito a strapparmi.

ijelo

Non mi spiego perché ma tutto d’un tratto mi vien voglia di raccontargli gli ultimi avvenimenti con Marco e di chiedergli una sua interpretazione della cosa. Magari un parere maschile può essermi utile. Gli racconto più o meno tutto e con un flusso di parole ininterrotto mi sfogo. Lui ascolta tutto con estrema attenzione.

“Posso esser sincero Aisha?”

“Devi.”

“Lui non te ama, lui es como ossessionato da te, punto. Uno che te ama, non te può ferire così. E non credo che tu lo possa amare, amar es una cosa mas profunda. Tu non lo conosci bene, fate finta de stare insieme ma non avete condiviso niente de reale. Solo belle emozioni. É troppo facile così.”

Una pugnalata. Mai mi sarei aspettata di sentire una verità così netta e mai avrei pensato di poterla sentire dalla sua bocca. Forse perché non l’ho mai considerato seriamente. Per me Xavier è sempre stato un amicone con cui ridere, scherzare e farsi qualche coccola innocente ma non avevo mai visto in lui una natura più seria. Mi ha illuminata. Sapevo già queste cose ma sentirle uscire dalla bocca di un uomo è diverso, sembrano più vere. I consigli delle amiche sono oro ma gli uomini ragionano diversamente lo sappiamo e l’interpretazione di Xavier non lascia spazio a dubbi. Marco non è innamorato di me, siamo solo un’ossessione, l’uno per l’altro. Ringrazio Xavi per le parole e per la compagnia. Lui ribadisce di non esitare a contattarlo, qualora avessi bisogno di qualche consiglio, di parlare, o anche solo di sfogarmi.

“Buona notte Aisha, me fa piacere che hai scoperto che sono anche intelligente. Non sono solo un burlone! Tu eres un diamante extremamente prezioso, non te lo dimenticare!”

“Grazie ancora Xavi e buonanotte! Comunque non si dice –me fa piacere- ma –mi fa piacere-!”

“Me piace quando me correggi. Anzi MI piace quando MI correggi ma lo faccio apposta, so che te piace el mio accento! Sono furbo!”

Scoppio a ridere, lo mando benevolmente a quel paese e rientro a casa. Star seduta fuori era la miglior cosa che potessi fare. L’incontro casuale con Xavier è stato davvero prezioso, mi ha rallegrata e divertita. Per qualche istante ho dimenticato quel “Mi fai schifo” ed il brutto ricordo collegato a quelle parole. Mi stendo a letto e ripenso al visetto di Mister X. Decido di inviargli un messaggio, non ho più voglia di limitarmi:

-Buonanotte ladro di appuntamenti! Sono stata bene, a presto. –

Sono totalmente priva di equilibrio: credo di odiare Marco, sono affascinata da Mister X e stupita da Xavier.

Pazza e incomprensibile vita, amala!


( Una sorprendente scoperta per Aisha! Che ne pensate di Xavier? Questo giro la domanda è filosofica ma sono estremamente curiosa, esiste questa benedetta e tanto chiacchierata amicizia tra uomo e donna??? )

6 Replies to “15) Non tutte le persone che ti mancano, tornano nella tua vita.”

  1. No, non esiste questa amicizia o quantomeno è una cosa rarissima e non è certo questo il caso. Xavier è sinceramente innamorato di Aisha e lei vuole vederlo come un amico per “friendzonarlo” perchè altrimenti si dovrebbe impegnare sul serio a stare con lui, non a caso prima a scelto Pablo sapendo che se ne andava, poi Marco sapendo che era una finta storia e ora Mister X che nemmeno conosce. Mi pare che eviti accuratamente storie che potrebbero impegnarla.

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    1. Bell’analisi, mi piace! Bisognerebbe spiegarlo ad Aisha, io ci provo giuro! Comunque non credo personalmente nell’amicizia uomo-donna, uno dei due prima o poi ce l’avrà un pensiero poco-amichevole, non riesco a far a meno di crederlo. Condividere del tempo con una persona implica conoscerla e conoscerla può svelarti un amore insospettabile, in qualsiasi momento. Solo conoscendosi ci di innamora per davvero, il resto è confusione.

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      1. Ciao Bionda!
        Commentavo a Lorenzo, che sembra correggerti sempre e poi scrive “prima a scelto”…
        Comunque brava!
        La storia di Aisha mi ha tenuto compagnia negli ultimi 2/3 giorni durante i miei viaggi in treno.
        Sono arrivato all’episodio numero 20 e non vedo l’ora di portarmi in pari per vedere come va avanti.

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      2. Grazie! Sono molto felice che Aisha e il suo incasinato mondo interiore ti stiano tenendo compagnia. È uno degli scopi della scrittura direi 😉 Rimaniamo connessi e buona lettura 😆

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