9) Lo rifarei da capo, ancora e ancora.

Me la sono cercata e ora sono nei casini.

Vorrei seguirlo senza esitare e lasciarmi andare ma so già che domani me ne pentirò amaramente.

Avere qualche drink in più in corpo, non mi aiuta di certo. Sembra tutto molto più spensierato. Mi sono bevuta anche la logica. Questo è il classico caso facile: bel ragazzo+ bella situazione= fare l’amore. Peccato che il lui in questione, sia Marco. Tutto cambia peso e significato.

Lui insiste ancora una volta e non attendo la terza richiesta. In tre minuti ci ritroviamo in casa. Non ci sono più parole, non ci sono più esitazioni, solo due persone che non vedevano l’ora di trovarsi così vicino.

Sono stata a letto con lui milioni di volte ma nessuna ha mai avuto questo sapore. Il pensiero che potrebbe essere l’ultima, non mi abbandona. Non voglio rovinare il momento. Voglio solo fare l’amore senza pensare alle conseguenze. Mi mancava e sento che gli sono mancata. Percepisco anche una buona dose di dolcezza, che rende davvero difficile pensare che si tratti solo di sesso.

Ci lasciamo travolgere dalla passione più vera, quella che fino ad ora ho respirato solo con lui.

Viviamo un momento di splendida intensità, che non ha niente a che vedere con la realtà attuale delle cose. Mi dimentico di odiarlo. Questi sono gli ultimi istanti in cui posso sentirmi sua e lui è solo mio.

Peccato non si possa passare la vita a far l’amore.

Lui tra un sospiro e l’altro, non risparmia di chiamarmi ‘amore’. Gli scappa spesso quando ci troviamo in questa situazione, come se l’estrema vicinanza rendesse relativo il significato della parola. Oggi mi chiama ‘amore’, domani non c’è più. Non ho mai capito bene se lo fa, perché gli viene spontaneo, o perché è in preda al momento e non si controlla. In qualsiasi caso è un comportamento molto lontano dal mio modo di pensare. Non si può chiamare ‘amore’ chiunque. La considero dunque come una delle sue azioni sceniche, degne dei migliori attori ma non gli do una reale importanza. Mi piace sentirglielo dire, sia chiaro ma non gli credo. Faccio finta di non averlo sentito.

Decido di vivere il momento spegnendo la mente.

É sopra di me, mi stringe la mano e mi parla a meno di mezzo centimetro dalla faccia.

“Mi manchi.”

Non rispondo e riprendo a baciarlo. Non ho voglia, che le parole rovinino questo momento. Ci penseranno i pensieri di domani a farlo. Per ora voglio solo vivermelo nella più totale incoscienza. Dare un bacio a volte, è più facile che dare una spiegazione.

Dopo esserci fatti travolgere da mille forti sensazioni, rimaniamo lì, avvinghiati.

Nessuno dei due parla, non c’è più nulla da dire a dire il vero.

Il guaio è fatto e lo rifarei da capo, ancora e ancora.

Lui mi accarezza i capelli. Mi sento davvero bene ma so che finirà molto presto. La testa tenta di ricordarmelo in ogni istante, sebbene il cuore sia pronto a nascondermelo.

La mezzanotte è scoccata da un bel po’. Devo tornare a casa.

“Rimani a dormire qui!”

É ovvio che sta dicendo un’idiozia, totalmente insensata. Anche se detta da lui, ha l’aria d’essere l’idea del secolo.

Non dormirei mai con lui tutta la notte. Bisogna meritarlo. In un anno non è mai accaduto ed è una di quelle cose, che mi è sempre mancata. Ci siamo addormentati insieme molte volte ma poi abbiamo sempre raccolto i vestiti e fatto ritorno nelle rispettive case. Abbandonando l’altro ai suoi sogni. Non ci si addormenta con chiunque. Svegliarsi a fianco di una persona, è una cosa che conta molto. Un giorno dormirò con il mio ragazzo, non di certo con uno che c’è quando vuole. Non ho mai voluto correre questo rischio. Magari se avessi scoperto com’è dormire con a lui, me ne sarei innamorata. L’ho immaginato tante volte ma meglio non sapere cosa voglia dire per davvero.

Cerco di riprendermi un attimo. Oggi tocca a me raccogliere i vestiti e rivestirmi. É ora di tornare a casa, alla vita reale. Dove non c’è più posto per lui.

Mi afferra il braccio e mi stampa l’ultimo bacio denso di passione. Ogni bacio, potrebbe essere l’ultimo.

Finisco di ricompormi e vado via.

La porta si chiude dietro di me ma questo momento me lo porterò dietro, non c’è dubbio.

Addormentarsi sarà di nuovo ardua stasera. Ora sono euforica e l’accaduto mi sembra una cosa bellissima, la svolta delle svolte. “Dai che magari questa è la volta buona”, mi suggeriscono i pensieri più ingannevoli. In realtà so benissimo che domattina arriveranno tutte le conseguenze e che nulla sarà cambiato. Lui nella sua vita ed io nella mia.

Mi risveglio e tutto sommato mi sento bene. Ho dormito come un sasso. I sogni mi hanno lasciata libera, probabilmente perché li avevo già vissuti, prima di addormentarmi.

Mi sento carica: caffè, lavoro e imprevisti del caso mi aspettano anche oggi.

La giornata scorre veloce. I pensieri un po’ meno. Inconsciamente sto aspettando un messaggio che non arriva, almeno un piccolo seguito per la notte trascorsa insieme.

Incrocio le dita ad ogni messaggio che arriva. Nell’arco del giorno si susseguono tanti nomi nelle chat: Alice, Chiara, Xavier, BeSTfRIENdS, la mia collega Anna, solo di lui non c’è traccia.

19.30 finalmente:

Marco: -Scusami per ieri. Non avrei dovuto. –

Rimango immobile, con lo smartphone in mano, incredula.

Che diavolo di messaggio è? Cosa vuol dire ‘scusami’? Scusa per aver fatto l’amore? Scusa perché sono un coglione, che non sa tenerselo nelle mutande? Scusa perché non so assumermi le responsabilità delle mie azioni?

Non ha senso. Tutto potevo aspettarmi, tranne un messaggio così insensato. Non si smentisce mai. Non merita risposta.

Invia un altro messaggio:

-Mi sarei dovuto controllare, non sarebbe dovuto accadere. –

Ecco, una cosa giusta la dice di tanto in tanto, ha proprio ragione. Non sarebbe dovuto accadere. Mi sento totalmente smontata, usata, a pezzi, stupida.

Con che faccia può rinnegare l’accaduto di ieri sera? Dove vuole arrivare? Per quanto mi sforzi di capire, questa volta proprio non ci riesco. É venuto a letto con me perché voleva farlo, dietro cosa vorrà mai nascondersi? Un bicchiere d’alcool di troppo forse? Ci può annegare dentro, per quel che mi riguarda. Sta solo cercando di preservare il suo orgoglio. Ha paura di essere ferito. Vuole avere sempre l’ultima parola. Il coltello dalla parte del manico.

Voglio essere io a sferrare l’ultimo colpo. Non gli dirò ciò che penso. Elaboro una risposta falsa, così da non regalargli mezza soddisfazione:

-Hai ragione Marco. Abbiamo fatto davvero una cazzata. Credo che la miglior cosa, sia far finta che nulla è accaduto. Continuiamo per la strada che avevamo già scelto, è la cosa migliore per entrambi. Non accadrà più. Ti auguro il meglio e buona serata. –

Leggo e rileggo il messaggio, prima di inviarlo. Potrei sistemarlo un po’, renderlo meno netto ma non lo farò. Lui non si è mai posto di questi problemi con me e ora verrà ripagato.

Invio.

Lui è online. Si aspetterà che lo insulti, o che cerchi di fargli cambiare idea. Avrà invece una bella sorpresa. Vorrei essere una mosca, per vedere la sua faccia mentre lo legge. Mi dispiace solo che nascondendosi dietro uno smartphone, potrà sempre farmi credere ciò che vuole, non potrò mai sapere ciò che pensa davvero. Gli occhi non mentono, i telefoni sì. Non saprò mai che significato ha avuto per lui ieri notte.

Arriva la risposta fredda e inutile:

-Ok piccola, sappi che comunque ti voglio un gran bene e se hai bisogno di me, ci sono. –

Se ho bisogno di lui? Mi vuole bene? Al diavolo cazzo. A cosa pensa di potermi esser utile, se non a rovinarmi l’esistenza? L’apice del ridicolo, se ce l’avessi davanti credo che lo riempirei di schiaffi.

donna-picchia-uomo-2

La riconferma delle conferme. Fisso per un attimo il mio polso, ho ancora indosso il bracciale che mi ha regalato al nostro primo appuntamento. L’avevamo preso da un venditore ambulante. Era stato un bel gesto, accompagnato da una scena molto divertente. Per far bella figura con me, si era fatto incantare dal venditore, pagandolo una fortuna, se pur valesse chiaramente massimo 2 euro. Ci avevamo riso su moltissimo. Per me ha sempre avuto un gran valore. L’unico regalo che mi ha fatto in un anno. Ora anche questo bracciale sembra far parte di un inganno. Prendo le forbici e lo taglio. Non ero mai stata in grado di toglierlo, nonostante i mille litigi ma ora basta. Via tutto.

Chiuderò gli occhi, tapperò le orecchie, cucirò la bocca, legherò le mani, rinchiuderò il cuore, cascasse il mondo, Marco non sarà più affare mio.

 

7 Replies to “9) Lo rifarei da capo, ancora e ancora.”

  1. Soprattutto : ” -Ok piccola, sappi che comunque io ti voglio un gran bene e se hai bisogno di me, ci sarò-”, quando non si sa come rispondere si crede che questa, alla ben e meglio, sia la miglior cosa da dire.
    Come puoi immaginare di usare queste ”parole di circostanza”?! una volta dette, perdono di credibiltà.
    Lo fa solo per passare da ”buono e gentile” e levarsi ogni tipo di responsabilità.
    E’ come chiedere a una malattia di curarti. 😉

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    1. Assolutamente, è scontato che sono parole da non dire, quanto è certo che tutt’ora c’è chi le usa.Il ti voglio bene è una cosa meravigliosa ma viene rovinato da questi usi impropri! Di questo passo da Marco ci potremmo aspettare un: “non sei tu il problema sono io.” O “meriti di più” stiamo connessi per vedere le evoluzioni in caso lo schiaffeggiamo in gruppo 🙌🙌🙌

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  2. Hmmm no, Marco non ama Aisha la usa, ed è quello che lei si merita dato che è disposta a farsi usare. Non ha dignità e rispetto per se stessa, perché dovrebbe averne lui?

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    1. Oooo bello mi piacciono queste risposte così decise! Probabilmente Aisha deve ancora capire il sottile confine tra amore vero e amore che si confonde con troppe altre varianti. Tutto serve nella vita,il significato di questo momento magari lo capirà più avanti.Comunque ti chiami Lorenzo,mi fa sorridere la cosa, hai un motivo in più per continuare a leggere,vai avanti e capirai 😉 ciaoooo!!!

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      1. sì, ho già letto. boh non mi convince un granché l’entrata in scena di questo nuovo personaggio, si passa da un Mister X che sembra un romantico timidone ad un Lorenzo alto, moro, bello, sicuro di sè. Un po’ troppo stereotipato sinceramente, avrei preferito un personaggio totalmente differente da Marco, magari un impacciato, imbranato e non bellissimo ragazzo ma che sa apprezzarla e si farà apprezzare per la sincerità di sentimenti. Altrimenti rischia di diventare una storia un po’ “scontata”, la ragazza bella e stupida che si fa “fregare” dal bello e stronzo ignorando quello gentile e carino (lo spagnolo) e lo rimpiazza con uno solo se più bello e più stronzo.
        Per il resto scrivi bene, è scorrevole, c’è qualche errorino ortografico e di battitura.
        Se vuoi puoi leggere alcune delle fesserie che scrivo io, di tutt’altro tenore, qua:
        http://porfor.blogspot.it/

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  3. E chi te lo dice che va a finire come dici tu??!?!! io appena ho un attimo farò sicuramente un salto da te 😉 per gli errori porta pazienza vorrei poter scrivere tutto il giorno con la calma che la cosa richiede ma non sono ancora ricca e famosa x poter fare solo quello..quindi la sera il cervello mi si annebbia un po’! Continua a leggere! Ps Aisha non è scemaaaa 😁😜

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    1. non sarà scema, ma una che torna a letto con uno che tre giorni prima l’ha tradita con un altra tanto furba non è. 😉

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