Virus sinciziale: l’anno scorso il ricovero, oggi lo sfogo liberatorio.

Esistono momenti che ti fermano. E con loro anche le parole talvolta ti si incastrano da qualche parte.
Parole che arrivano un anno dopo, parole che era tempo di lasciare andare.

“Mi è difficile parlare di quei giorni, del respiro affannato, delle forze che mancano,  della tosse troppo forte per un batuffolo così piccolo, di lui che non sorride per giorni, dei cavi a cui eravamo legati, dei macchinari che suonano e delle mille domande che ti passano per la testa in quei frangenti.

La creatura che d’istinto e di cuore proteggi dal mondo ti sembra all’improvviso vulnerabile e capisci che non potrai proteggerla da tutto, né oggi né mai. Quella creatura ora vive al di fuori di te e deve affrontare il mondo e i momenti difficili, come hai fatto tu, come fanno tutti.”

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