🫣 È da un po’ che non mi faccio vedere, perché di base è da un po’ che non mi vedo pure io.
L’ultimo mese e mezzo è stato elettrico, temerario, schizofrenico. Il due contro uno più tosto di sempre. Non faticavo così dalla mia nascita.
Cosa vuoi che sia un mese e mezzo di Brando+4 e Geremia+1 a casa H24.
Cosa vuoi che sia…
Ci sono cose che richiedono tempo, come la scrittura, e altre che lo risucchiano, come i figli. E a me porca zozzetta piace dedicarmi a entrambe. Ed è un casino.
Una delle due è dovuta andare in pausa. Wonder woman è alla Marvel, io a casa mia.
Diciamo che in questo periodo ho usato la penna per acconciarmi i capelli e non sembrare una pazza.
Ma prima di ricominciare da dove “mi sono lasciata” vorrei ripensare un po’ ai momenti di questo mese e mezzo figliocentrico. Attimi che infilerò poi nello scrigno del cuore.
Vedo…
sacchi d’erba tagliata (a volte ancor prima che ricrescesse), bagni in piscina a orari vietati dal buon senso (“così li stanco”), antizanzare per colazione, giri in bici che manco Pantani, gelati spacciati per dieta mediterranea. Noi stesi su quel tappetone a giocare, litigare, urlare, ridere, fare pace. Noi che per preparare da mangiare devastiamo casa. Io che non amo molto i cartoni che -a na certa- propongo cartoni. Il Dyson (quello vero) usato come miglior strumento Montessori che esista “pulisci amore, pulisci”. Noi che: “parla piano” “stai attento” “cucù settete” “hai fatto la pipì?” “oh, un altro dentino!” “cambio tuo fratello e arrivo” “vi prego dormite!” “ssshssh” “lui ha sonno” “tu hai sonno” “forse anche io ho sonno” “vi voglio bene”‘.
Dani che torna a casa e io che chiedo ai miei cani di portarmi a passeggio.
È stata dura e incredibile, dura e incredibile come il vero amore, quello di cui amo scrivere.
Ora mi sento tipo Rocky Balboa all’alba di una nuova gara. Ho una paura fottuta di quello che può succedere nel mondo dei grandi, mi ci sono dis-abituata forse. Potrebbe essere che esco di casa e urlo in faccia a qualcuno la mia rabbia, come a volte fa Brando, o che mi getto a terra dimenando braccia e gambe per attirare l’attenzione. Ho paura sì, ma sono così allenata alla fatica che in qualche modo sono certa me la caverò.
E ora buon inizio bimbi miei “back to school”, mamma ha tanti progetti per il suo “back to me”, ma intanto ha inizierà da un caffè. Step by step.
È stato folle, ma è solo così che so amare.
Una Bionda e Una Penna

