Dì un po’, ci pensi mai a quanto sono fighe le vite degli altri?
Guarda Carlotta, per esempio, ha il lavoro dei suoi sogni e, a vedere dalle foto che posta, credo guadagni un sacco di soldi. Beata lei!

E Davide, beh Davide sì che si diverte. Fa festa ogni fine settimana e al mattino ha la macchinetta Borbone che gli fa il caffè con la schiuma.
E Lorella? Quanto è intelligente, legge un botto di libri. Scrive e parla che è una meraviglia!

E Marta, che super mamma è? Ha tre bambini splendidi e un marito che la ama alla follia. Adoro le loro foto di famiglia.
E Jacopo? Che tutte le sere fotografa il suo piatto preparato a regola d’arte? Lui sì che cucina e si tratta come si deve!

E poi Katia, che spirito libero, sempre in viaggio, che fortuna!
E Alessio, quanto è in forma? Con tutte le camminate che fa, chissà dove trova il tempo.

Le vite degli altri sono proprio una figata. Se non fosse che è una questione legata all’1%. Tranquilli non è roba matematica, non mi azzarderei mai. L’1% è la parte della vita altrui che vediamo, la punta dell’iceberg che analizziamo e che, guarda caso, “ci manca”.
Ma esiste anche il restante 99%. Con questo non intendo che il 99% fa schifo, il 99% è… normale. E ogni normale è fatto di luci e ombre.
Torna a osservare Carlotta. Lo sai che ha un problema con gli uomini? Ne ha cambiati a bizzeffe, ma poi finisce sempre male e il più delle volte non si rivelano delle belle persone. Si sta facendo seguire anche da uno psicologo che ha riportato alla luce un suo trauma infantile: un padre alcolizzato. Motivo per cui, per farla spiccia, lei mendica in continuazione amore agli uomini sbagliati e non trova pace. Ma tu di lei vedi il lavoro fantastico e i calici da mille una notte, tu non sai che dietro quei brindisi ogni volta vede sfumare il suo desiderio di trovare “quello giusto”, quello che la ami per davvero.
Quindi no, Carlotta non ha una vita migliore della tua.

Vai avanti…
Davide che fa festa tutti i weekend ha un problema che per certi versi richiama quello di Carlotta. L’idea di tornare a casa ed essere solo gli mette addosso una gran tristezza. E il fine settimana questa paura si amplifica in modo esponenziale. Ecco perché sta fuori casa il più a lungo possibile, ecco perché beve qualche bicchiere in più e sorride disinvolto ai selfie.
Quindi no, nemmeno Davide ha una vita migliore della tua.
Vai avanti…
Lorella, Lorella leggendo ha la sensazione di vivere mille vite, ma non riesce a scrollarsi di dosso il fatto che, ora, la sua le sembri così “insignificante”. Leggere e immergersi nei problemi altrui è diventato il suo anestetico contro la noia. Da quando è andata in pensione “pare esserle partita qualche rotella e ha lo sguardo perso nel vuoto”, come dicono Luca e Paolo, i suoi due figli. Gli stessi da cui, quando lavorava, si sentiva dire: “Dovresti leggere di più, prenditi del tempo. Sei stressata!”. Luca e Paolo, sempre loro quelli che ora le dicono: “Ehi mà, non ti pare di esagerare con tutti questi libri? Fai qualcosa.”
Quindi no, Lorella non ha una vita migliore della tua.

Vai avanti…
Marta, la mamma. Figli e famiglia meravigliosa. Cosa vuole di più? Forse qualcuno che le ricordi che non deve tenere su i mattoni di tutta la casa? Dormire di più la notte? Un’amica con cui parlare in una serata libera senza “l’ansia”? Avere cura degli altri richiede un dispendio d’energia enorme, è un po’ come usare una macchina tutto il giorno: correre, frenare, sgasare, rallentare, accelerare, senza sosta. A fine giornata quella macchina ha bisogno di fare benzina altrimenti… schiatta.
Quindi no, Marta non ha una vita migliore della tua.
Vai avanti…
Jacopo e i suoi piatti a 5 stelle. Lo sai che Jacopo da piccolino soffriva di obesità? Ora agli occhi di tutti pare averlo superato ma il suo legame ossessivo nei confronti del cibo è sempre lì, nascosto dietro l’angolo a osservarlo. Cucinare bene gli permette di stare vicino al cibo in modo sano. A volte mangia tutto ciò che ha preparato con una tale voracità che del gourmet ha ben poco. Altre lo getta nel cestino in preda ai sensi di colpa.
Quindi no, nemmeno Jacopo ha una vita migliore della tua.

Vai avanti…
Katia la viaggiatrice, che meraviglia! Eppure, Katia non sa quale sia il suo posto nel mondo. Non riesce mai a sentirsi a casa. Spesso è più simile a un’anima in pena che a una viaggiatrice spensierata. Spesso si sente stanca anche di fare le valigie, ma se sta troppo ferma va nel pallone.
Quindi no, nemmeno Katia ha una vita migliore della tua.
Vai avanti…
Alessio ha la testa che pensa troppo e… cammina all’impazzata per cercare di non pensare. Sfinire il corpo, a volte, gli consente di addormentarsi senza perdersi nei suoi stessi pensieri. Da quando ha divorziato soffre d’insonnia, usa delle pillole calmanti per aiutarsi. Sa di avere molta strada da fare, una strada che non può misurare con il suo smartwatch…
Quindi no, se ti era rimasto qualche dubbio, nemmeno Alessio ha una vita migliore della tua.

Strizza pure l’occhiolino al tuo 1% ma stringi la mano, anzi, abbraccia e prenditi cura del restante 99%: è ciò che ti rende ciò che sei. Oltre la superficie.
🍹 Le vite degli altri spesso sembrano un aperitivo offerto sul lungo mare al tramonto.
🐖 Le nostre paiono un po’ più pesantine: antipasto, bis di primi, secondo e dolce, sempre in riva al mare, ma a mezzogiorno. E ci paghi pure il conto.Tanto vale godersi il pasto. 😉
Una Bionda e Una Penna

