GRAVIDANZA: aspettative VS realtà

Prima o poi arriva quel momento della vita, in cui cominci ad immaginare, come sarà, quando scoprirai di essere incinta. Si apre così davanti a te un mondo di romantiche fantasticherie: amore, gioia, fiocchi, congratulazioni, baby shower, doni, relax, maternità, coccole, vizi, voglie etc.

Ma cosa accade davvero, quando quel benedetto test si mostra a te? Con le sue due lineette ben definite, una vicina all’altra, come a volerti gridare:

‘Ebbene sì, esisto anche io e vivrò comodamente dentro di te per i prossimi nove mesi!’

E’ forse, proprio da quel momento, che inizia la più grande avventura.

Allacciate le cinture di sicurezza, si vola!

Il momento del test è forse il primo dei ricordi che ci portiamo dentro.

Come lo immaginavo:

Fantasticavo su un momento solenne di massimo romanticismo, in cui mano nella mano, il mio compagno ed io, ci recavamo in bagno per scoprire l’esito del test. Visualizzavo il bacio in stile ‘Via col vento’ , alla vista delle due lineette positive e perché no, un bel ti amo e una notte insonne per l’emozione.

Sono del segno del Cancro, portate pazienza, ho il romanticismo e la testa da sognatrice nel DNA.

Come è andata per davvero:

Ho voluto fare il test, perché a mio avviso, avevo la pancia gonfia. Se trattenevo il fiato, non si appiattiva come al solito e non avevo mangiato niente di così ‘fat’ per meritarmi ciò. Ovviamente al mio ragazzo non sembrava una motivazione abbastanza valida. Il ritardo del ciclo non era ancora così eclatante, quindi preferiva aspettare. Logicamente non gli ho dato retta, sulla pancia piatta non si scherza ;-P

Sono andata così a comprare il test.

L’ho messo davanti al fatto compiuto, della serie: ora vado in bagno, se vuoi partecipare, conosci la strada. L’ho avuta vinta. Allora a quel punto l’ho preso per mano e me lo sono trascinato dietro (almeno un briciolo di quel sognato romanticismo lo volevo). Ci siamo piazzati davanti al test e abbiamo letto insieme l’esito.

Positivo.

Questo sarebbe stato l’esatto momento, in cui mi avrebbe dovuta baciare con passione travolgente, e invece siamo rimasti entrambi immobili, come due stoccafissi storditi.

‘Cazzo, woow, sono incinta.”

Le mie romantiche prime parole da donna incinta.

E lui, per tenere alto il livello: “Aspetta che ricontrollo bene le istruzioni del foglietto illustrativo.’

Le sue romantiche prime parole da futuro papà.

Credo che Cupido, sentendoci, si sia schiaffeggiato da solo nella tomba in quell’istante. Due ebeti imbambolati, altro che Rossella O’Hara e Rhett Butler.

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Vi chiederete, se almeno abbiamo passato la notte insonne??

Assolutamente no. Dormito come dei sassi. Personalmente mi giustifico, dicendo di esser stata vittima del progesterone, che ad inizio gravidanza ti fa venire un perenne sonno pazzesco. Mentre il mio ragazzo evidentemente aveva semplicemente sonno. ;-P

Passiamo ora al secondo momento indelebile: la prima ecografia. Apriti cielo.

Come la immaginavo:

Qui ahimè i film ci hanno rovinato. Ti immagini nella sala d’attesa con il cuore che palpita, pronta a vedere per la prima volta il fagiolino che c’è dentro di te e a commuoverti con il tuo compagno, non appena ti faranno sentire il battito del suo cuore. Sì sì…quasi.

Come è andata per davvero:

Un delirio. Fino alla sala d’attesa sembravamo una coppia da film. Ci eravamo messi anche tutti carini, come se dovessimo incontrarlo per davvero quel fagiolo. Quasi romantici ma….

Un’ora e mezza di ritardo nelle visite, che di per sé non è una cosa gravissima ma se hai degli altri impegni incastrati, può trasformarsi in un incubo. Il giorno dopo saremmo dovuti partire per delle vacanze e quel pomeriggio avevamo dunque un orario limite entro il quale dovevamo portare i nostri amati cagnoloni in pensione. Se la visita fosse avvenuta in orario, saremmo riusciti a fare tutto a pennello, ma non è andata così. Niente panico c’è una soluzione per tutto.

‘Amore io aspetto qui. Tu vai un attimo a casa, prendi i cani, li porti in pensione e poi ritorni. Io nel frattempo mando avanti le persone, che avrebbero l’appuntamento dopo di noi.’

Piano infallibile. Lui parte e va. Dopo 15 minuti mi chiama:

‘Non ho le chiavi di casa, le hai tu nella borsa. Come faccio a prendere i cani?’

E a quel punto, da graziosa ragazza della sala d’attesa, mi trasformo in una scaricatrice di porto.

‘Ma porca puttana!’ mi scappa ad alta voce.

Tutti si voltano a guardarmi. Ops. Provo inutilmente a rimediare con un sorriso falsissimo, ma sono certa, che per la maggior parte di quelle persone, ero già diventata una futura madre disamorata.

Detto ciò, provo a farvela breve, anche se la peripezia è stata davvero infinita: i cani per miracolo sono arrivati in pensione in orario, il mio ragazzo è tornato tipo dopo due ore, mentre io ho atteso lì all’infinito, sostituendo ormai la receptionist, nel cedere il mio turno a svariate coppie felici e rilassate. Beati loro. Ero ormai culo e camicia con la segretaria e pronta a chiudere la giornata lavorativa al suo fianco.

Finalmente arriva il nostro turno. Entriamo in sala, conosciamo la ginecologa ed è subito tempo di entrare nel vivo della visita. Mi fanno accomodare in un’altra stanza, nella terribile sedia di ginecologia: gambe all’aria e olè. Che magia.

Sento il mio ragazzo che da fuori chiede:

‘Bene, ora posso entrare vero?’

Quando si dice ‘TEMPISMO’.

Entra e mi trova lì, stesa comoda comoda, con le gambe in spaccata, per metterla su un piano acrobatico, come mamma m’ha fatto. Non che non mi abbia mai vista in quel modo, ma il contesto rende la cosa davvero poco romantica. Colgo subito il suo disagio e capisco che in realtà, si aspettava di vedere il mio tenero pancino, pieno di gel, pronto per l’ecografia. Anche qui abbiamo sbagliato un tantino i tempi ma ormai, per l’esasperazione, mi veniva solo da ridere e lo invito così, con nonchalance, a posizionarsi alle mie spalle. Sapendo già, che non appena saremmo usciti di lì, avremmo riso per un’ora come due ebeti, ripensando a tutta la vicenda.

La visita prende poi una piega più normale e finalmente, dopo tante vicissitudini, vediamo il nostro fagiolo in piena forma. Una gioia.

E il battito del cuore???

Non ce l’hanno fatto sentire, perché era troppo presto e al bambino avrebbe dato fastidio.

Eh vabbè, per oggi posso andare a casa lo stesso. Abbiamo dato.

Passiamo ora ad un momento più distensivo: la foto di rito. Quella che al giorno d’oggi, bene o male, farà ogni coppia, una volta al mese, per monitorare l’evoluzione della pancia e conservare un bel ricordo.

Come la immaginavo:

Molto easy. Un tenero momento di coppia in cui abbracciati e sereni ci scattiamo un selfie allo specchio. Dove, ovviamente, veniamo entrambi benissimo. Famiglia della Mulino Bianco style.

Come è andata per davvero:

Na tragedia ogni mese. Fatalità ogni volta che arrivava il giorno X, per una ragione o per l’altra, avevamo poco tempo a disposizione per lo scatto e non appena ci mettevamo davanti allo specchio, partivano i nervosismi. Motivo per cui la maggior parte delle volte venivamo malissimo.

‘Dai sbrigati, tengo io il telefono.’

‘No, lo tengo io, sennò tu mi tagli la testa.’

‘Se lo tieni tu vengo grossa.’

‘Amore non è che vieni grossa, è che sei incinta e ti sta crescendo la pancia.’

‘Non fare quella faccia, che sennò veniamo orribili.’

‘Certo che ti potevi pettinare!’

Davanti a quel povero specchio sono volati discorsi dal QI sconvolgente, che ‘Temptation Island’ a paragone, è un documentario di scienza indiscussa. E nel più bello che venivamo carini, facevo caso ai dettagli dello scatto e mi accorgevo magari dei piedi del mio ragazzo, che per la fretta, si era fatto la foto con infradito e calzini, effetto geisha.

Tabi tradizionali

Un disastro, da rifare e via così. Insomma 800 scatti ogni volta, per un risultato mediocre e alla fine stremati, sceglievamo sempre il meno peggio.

Della serie ‘Cheeeeeeeeseeeee’ un corno!

Ormai ci manca solo l’ultima foto, quella del nono mese, ma vi assicuro che abbiamo già l’ansia per quel giorno!

Un altro momento molto solenne è quando scopri se è un maschietto o una femminuccia.

Come lo immaginavo:

Ci vedevo, super emozionati nella sala delle ecografie, possibilmente io a gambe chiuse questa volta, a pendere dalle labbra della ginecologa. Pronti ad esplodere di gioia in entrambi i casi, anche se ero stra convinta che fosse una femminuccia.

Come è andata per davvero:

Avevo una visita di routine, una di quelle dove mi avevano detto che non era vitale che ci fosse anche lui. L’ho così lasciato in pace e sono andata da sola. Entro in sala, svolgo la visita e nel mentre che la ginecologa sta prendendo alcune misure del fagiolo in crescita, la sento dire:

‘Oh mamma mia!’

D’istinto allarmata, guardo lo schermo e vedo due gambe all’aria e un bel pistolino in vista.

‘E’ quello che penso io dottoressa??’

‘Ebbene sì, sembra chiaramente un bel maschietto! Sarebbe presto per vederlo ma il ragazzo non ci lascia molti dubbi.’

It’s a boy insomma!!! Altro che visita di routine. L’ho dunque scoperto sola soletta.

Non mi restava che studiare un bel modo per dirlo a lui.

Uscita dalla sala, mi chiama, per sapere se è andato tutto bene. E a me scappa un:

‘Mi sa che ho visto una cosa.’

‘Se dici così, vuol dire che gli hai visto il pisello!’

Taaaaaaaac.

Romanticismo, dove diavolo sei finito?????????????? Tornerai un giorno a farmi visita?

Pensiamo ora alla scelta del nome.

Come lo immaginavo:

Punto numero uno: credevo fosse femmina. Avevo già fatto la scelta e convinto anche il papà per tempo. Organizzazione infallibile.

Punto numero due: ho scoperto che era maschio, non ero preparata. Credevo comunque che Daniele me la desse vinta facilmente. Pensandoci su, mi era sempre piaciuto -Marco- ma lui me l’ha bocciato, dicendo che nella sua squadra di Basket c’erano già quattro ‘Marchi’. UFFAAAAAAAAA, mica è colpa mia, se negli anni novanta andava di moda, ora siamo nel 2020! Il suo NO, è rimasto però categorico.

Punto numero tre: non avevo altre idee.

Come è andata per davvero:

Dovete sapere che il mio ragazzo, usa Google per risolvere qualsiasi dubbio. Ebbene sì l’ha usato anche per trovare il nome.

‘Se non abbiamo idee, possiamo consultare una lista.’

Comincia così a leggermi una sfilza di nomi infiniti e io glieli boccio tutti. Voglio -Marco-. Entro in modalità bambina capricciosa.

Quando però ne legge uno, invece di dire -No-, lo ripeto ad alta voce, lui fa lo stesso e così via per un po’ di volte.

‘E’ strano ma mi piace.’

‘Brando Bertollo.’

Suona bene. Da quel giorno abbiamo cominciato a chiamare il fagiolo nella mia pancia con quel nome e non abbiamo più smesso.

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Un altro dei miti della gravidanza, che ho dovuto sfatare, è quello relativo alla mia libertà. Sognavo la maternità da un po’ e avevo proprio voglia di vivermela e di ritrovare del tempo per me, per fare alcune delle mille cose, su cui fantasticavo spesso ma che il troppo lavoro non mi permetteva di svolgere.

Come la immaginavo:

Mi immaginavo una trottola. Sempre in giro con i miei cani, a fare tante passeggiate, ad uscire con le amiche più spesso e a godermi finalmente i week end, che non avevo mai avuto.

Come è andata per davvero:

Lock down . E non aggiungo altro. Reclusa, come tutti d’altra parte e con il vincolo dei 200 metri. A fatica riuscivo a far fare una cacca dignitosa ai miei cani.

All’inizio l’avevo presa molto male ma poi per fortuna sono riuscita a trovare un senso anche a questa fase. Nel tanto tempo libero casalingo, per esempio, ho potuto obbligare Daniele ad imparare il magico balletto con il quale vi abbiamo svelato la gravidanza. Una goduria, almeno per me. In condizioni normali non credo sarebbe mai stato possibile!

Altra cosa che immagini una volta che avrai il pancione è il tuo ragazzo che ti aiuta in tutto e per tutto, che non ti fa fare sforzi, che ti propone magari qualche massaggio, che ti rammenta di stare attenta a ciò che mangi etc.

Come lo immaginavo:

Immaginavo che lui smettesse di vedermi come la controfigura di Wonder Woman e si proponesse di essere più servizievole e perché no, mi viziasse un po’. Ricordo in passato, di aver osservato coppie di amici, nelle quali lui praticamente non la faceva neanche piegare, o le controllava che gli alimenti ordinati, fossero ben cotti e così via. Non dico che avrei voluto raggiungere questi livelli ma non mi sarebbe dispiaciuto marciarci un tantino sopra e farmi servire un pochetto.

Come è andata per davvero:

Nulla è cambiato. Lui mi vede in perfetta forma e quindi, congratulandosi con me (almeno quello), mi lascia fare qualsiasi cosa e se ogni tanto mi lamento, perchè sono stanca, mi dice che sono io che, come al solito, esagero con la grinta. Esempi pratici:

Dobbiamo fare magari una scampagnata, c’è da caricare l’auto, preparare gli zaini, i cani etc. Lui nella sua totale calma, arriva beato e sorridente, quando ho finito di fare tutto. Mi trova già in macchina, che magari gli ho acceso pure il motore.

‘Ma non potevi aspettarmi, che così ti avrei aiutata?’

‘Avrei partorito, se ti avessi aspettato. Ormai ho fatto. Dai andiamo.’

Oppure:

Siamo al ristorante, ordino qualcosa che mi lascia qualche dubbio sulla cottura:

‘Amore ma secondo te questo lo posso mangiare tranquillamente?’

Lui osserva la pietanza per mezzo secondo: ‘Ma sì, cosa vuoi che ti succeda!’

Insomma: Don’t worry and be happy!!! Ma in fin dei conti se avessi voluto un maggiordomo, non avrei di certo scelto lui ;op

A volte anzi è lui che approfitta del mio essere incinta. Ricordo una sera al mare che stavamo mangiando un Kebab in piedi fuori da un locale. Si avvicina la titolare e vedendo la mia pancia, mi chiede se vogliamo delle sedie.

‘No, grazie mille! Sto benone anche in piedi!’

Lui mi guarda con due occhi increduli: ‘Scusa ma perché non hai accettato???’

‘Sto bene così amore.’

‘E ma io mi volevo sedere!’

O lo ami, o lo schiaffeggi!

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Un’altra volta, siamo andati a fare la spesa e per parcheggiare c’era un bel caos. Vedo che lui si fionda nei posteggi per le donne in dolce attesa, tutto fiero. Cosa che personalmente in sette mesi e mezzo di gravidanza non avevo mai fatto. Ammetto però che da quel giorno ho cominciato ad usufruirne pure io!

Altro tassello che mi incuriosiva della gravidanza, erano tutti i corsi e i momenti d’aggregazione tra futuri genitori, che ne derivano. Aspetto carino che ti permette di conoscere e di confrontarti con persone nuove e avere nuovi spunti.

Come lo immaginavo:

Quando si tratta di nuove esperienze, tendo sempre a mettermi in prima fila. Avrei dunque voluto frequentare più corsi possibili, per informarmi al meglio e sentire le fonti più diverse, in merito ai mille argomenti, che riguardano questo nuovo mondo. Ero gasata insomma.

Come è andata per davvero:

Solo corsi online e conoscenze virtuali. Due palle. La quarantena per forza di cose ha portato nelle nostre vite il picco tecnologico, facendoci svolgere qualsiasi tipo di attività con il PC, ed io non amo troppo la sedia e la tastiera ma…facciamo anche questa. Corsi pre-parto, corsi sull’allattamento, incontri informativi etc. Ormai credo di possedere ad honorem delle azioni di ‘Meet’, per tutti i meeting che svolgo su questa piattaforma.

Cari lettori, potrei davvero continuare all’infinito a raccontarvi di quanto ciò che pensavo, è stato estremamente diverso da ciò che mi sono ritrovata a vivere. Anche per gli aspetti più banali.

Le tanto narrate nausee??

Mai avute.

Il cambio dei gusti alimentari??

E chi l’ha mai visto.

Gli ormoni che ti fanno piangere??

Non pervenuti.

Le tette enormi che tutti si aspettavano da me??

Sto ancora alla perfezione nei miei vecchi reggiseni. Tiè.

…questi ed infiniti altri aspetti.

Cambierei dunque qualcosa di questa gravidanza???

Assolutamente no. La mia gravidanza è perfetta così, come il destino l’ha cucita su di me.

Evidentemente, per quanto ci proviamo, nulla si programma davvero nella vita e le avventure vanno vissute, momento dopo momento, senza fare troppi piani.

Non c’è un giorno, che non ricordi a me stessa, che periodo magico sto vivendo e che fortuna sia, potermelo godere in piena salute.

Ho scoperto semplicemente che le aspettative sono più belle, quando si trasformano in sorprese.

Una Bionda e Una Penna

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One Reply to “GRAVIDANZA: aspettative VS realtà”

  1. Ciao Principessa la tua vita e’ spettacolare perché la vivi con questa filosofia. Qualsiasi cosa ti succeda non perdere mai questa voglia che hai di sognare,stupirti e divertirti e vedrai che la vita ti offrira’ solo avventure da vivere al pieno.
    Ricorda sempre che quando il gioco si fa duro I Fiorentino cominciano a giocare un bacio Papa’

    "Mi piace"

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