Che fate oggi? Andiamo in Thailandia? -parte 2-

Partiamo così verso il Gran Palazzo Reale, antica residenza del sovrano thailandese. Cari amici, questa parte sui templi l’ho scritta e riscritta più volte. Ho provato a buttarla giù inserendo dati e dettagli tecnici, ma poi quando l’ho riletta ho pensato: “Mamma mia, due palle!” Non fa per me essere enciclopedica. Ho deciso così di raccontarvi di questa visita senza dati storici e paroloni tecnici, perché per quelli ci sono tanti libri e guide a disposizione, scritte bene e senza errori. In fin dei conti sono quella che preferisce fare qualche sbaglio ma magari appassionare, piuttosto che farvi annoiare, scrivendo particolari che non si addicono al mio stile. Vorrei dunque, come piace a me, parlarvi piuttosto delle atmosfere e delle emozioni che ci hanno lasciato questi luoghi. Chi non è d’accordo consulti pure la Lonely planet, lì troverà ogni dettaglio.

Torniamo dunque al Gran Palazzo Reale: ciò che emerge fin da subito sono lo sfarzo, i colori e la grandezza dei templi religiosi che lo compongono.

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L’estrema cura del dettaglio, può solo essere lo specchio riflesso di quanto la religione sia importante per questo popolo. Una popolazione al 95% buddista, dato quasi totalitario. Fedeli ad una religione che insegna a vivere al meglio il momento presente, per meritare così un buon karma. Fai bene e riceverai bene. Essenziale. Non fa una piega.

Ai tantissimi turisti e alle orde chiassose dei gruppi vacanza cinesi, intenti a fotografarsi nelle pose più assurde, si aggiungono moltissimi locali, impegnati con serietà a pregare, venerare e omaggiare con fiori di loto e calendula le varie statue del Buddha. La nostra attenzione cade sul preziosissimo Buddha di smeraldo, scolpito sulla nefrite un tipo particolare di giada, di cui vi lascio immaginare il valore. Raggiungiamo il massimo stupore davanti alla statua del Buddha reclinato del Wat Pho, lungo 46 metri e alto 15 metri. Immenso e maestoso. Fa ben pensare il fatto che sia stato costruito prima il Buddha e poi l’edifico adibito a contenerlo.

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Nell’area circostante al tempio notiamo molte persone, delle età più diverse, intente alla meditazione, sotto l’attenta guida dei monaci. Dal vecchio al bambino, c’è davvero posto per tutti. Si muovono lenti, continuano a fare dei gran respiri e la maggior parte fa tutto ciò ad occhi chiusi. Mettono pace solo ad osservarli. Chiedo incuriosita alla guida in cosa consista quest’attività e quanto costi parteciparvi. Lui sorride e mi dice che è gratis, basta presentarsi all’orario d’inizio. Il tutto non si paga per il semplice fatto che insegnare la meditazione è uguale a fare del bene e fare del bene non può e non deve avere un prezzo. Karma. Aggiunge poi sarcastico, che probabilmente nel mio paese questa attività sarebbe stata a pagamento. Come dargli torto?

Respiriamo ancora per un po’ quest’atmosfera intensa e a tratti davvero magica e ci dirigiamo poi verso l’ultimo tempio della giornata: il Wat Traimit, contenente la statua del Buddha d’oro. Una statua dal valore inestimabile. 5.5 tonnellate d’oro massiccio. Pensate che in origine si pensava che fosse solamente ricoperta di stucco d’orato, poi a seguito di uno spostamento si ruppe e esaminandola con cura, per poterla ricomporre, scoprirono che era fatta interamente d’oro.

Come due bambini ci perdiamo nei racconti della guida, che tra le tante curiosità, saltando da un discorso all’altro, ci racconta che in Thailandia esiste una scuola per le scimmie. Un luogo in cui vengono raccolte le scimmie che sembrano più intelligenti, per insegnar loro a raccogliere i cocchi sugli alberi. Pazzesco. Quante cose ha da raccontare questo paese.

Arriva il momento di separarci. Gli chiediamo un ultimo consiglio, un buon posto per fare un vero massaggio thailandese. Ci fornisce l’indirizzo e ci raccomanda di prenderci però del tempo, perché un vero massaggio thai deve durare almeno due ore. Concetto assai lontano dalla nostra frettolosa mentalità occidentale.

Non appena arriviamo sul posto, due omoni ci vengono incontro e aprendoci lo sportello ci prelevano letteralmente dalla vettura per farci strada. Pensate che il mio ragazzo lungo il tragitto si era addormentato ed è stato praticamente traumatizzato da questo ‘effetto rapimento’. Della serie: i clienti non vanno fatti scappare. Dal suo dolce dormire si è trovato catapultato e scortato nella hall di una SPA, pronto a contrattare per il tipo di massaggio da fare. Ho stampata nella mente la sua faccia da sonno sconvolta, che mi guarda incredula.

Optiamo per il classico massaggio thai, di coppia ovviamente! Sono mezza terrona ragazzi, quindi la gelosia cronica fa parte del mio DNA. Figuriamoci se lascio il mio uomo, in Thailandia, in una stanza, a farsi massaggiare. Tiè!

Seguiamo la nostra massaggiatrice, che ci invita a fare la doccia e a comunicarle poi quando saremo pronti. In un lampo siamo già abili e a pancia in giù. Entrano le due massaggiatrici: quella più mingherlina e carina si occupa di me, mentre quella old school e tarchiatella va dal mio LUI. Brave ragazze! Avete già capito come funziona. Comincia così la magia. Le due donne ci salgono sopra, ci tirano, ci rigirano, ci impastano e con strane manovre ci fanno schioccare la schiena alla grande. Capisco che detta così possa sembrare una tortura ma nella realtà sono state due ore di puro relax e godimento. Mi sono letteralmente sciolta. Ne farei uno al giorno! Un massaggio da mille e una notte. Ammetto che ogni tanto ho sbirciato cosa accadeva nel lettino di fianco al mio. Tutto sotto controllo 😉

Usciamo così dalla SPA decisamente rigenerati e pronti per la nostra serata a Chinatown. Cambio d’abiti e street food sia.

Il momento taxi ci regala un episodio memorabile. Quando arriviamo a destinazione e scendiamo dall’auto un giovane ragazzo ci viene incontro, invitandoci a seguirlo per raggiungere la nostra meta. La cosa ci sembra un po’ strana ma non conoscendo bene le usanze del posto ci fidiamo di lui. Errore clamoroso. Finiamo nel suo ristorante e lui ci invita a prendere posto! Fregatura da turisti all’orizzonte. Gli spiego subito che ci dev’essere stato un malinteso e che il nostro desiderio è quello di cenare allo street food di Chinatown non nel suo locale. Lui, degno dei migliori attori hollywoodiani, ci dice che Chinatown è chiusa. Una barzelletta. Capisco chiaramente che il tizio vuole fregarci e lo invito ad indicarci comunque la strada per arrivare a Chinatown. L’attore thai fortunatamente capisce che i due pesci non hanno abboccato e ci lascia andare. Pazzesco. Chissà quanti clienti fa in quel modo!

A piedi arriviamo finalmente a Chinatown: luci e insegne luminose ovunque, grandi simboli cinesi e caos in ogni angolo. Viene subito facile capire il perché del nome di quel luogo.

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Ci inoltriamo lungo la via dello street food, una bancarella dietro l’altra: spiedini che si rosolano, frutta fresca, pesce alla griglia, dolci, grandi pentoloni di Pad thai etc. Ok è ufficiale: vorrei assaggiare uno di tutto. Comincia così la nostra avventura culinaria. Passiamo dal pesce alla carne senza fare complimenti. Mangiamo un piatto di pad thai (piatto tipico thai, fatto con una specie di udon spadellati con uova, verdure, gamberetti e arachidi) spaziale! Seguono involtini primavera, spiedini misti, un dolce cinese stra pieno di cioccolato etc. Insomma ad un certo punto ci sentiamo come due maialini a Chinatown. Un’esperienza che merita! Mangi con le mani, ti riempi di aromi, ti siedi in tavoli comuni, osservi i volti vissuti di chi cucina il cibo, cerchi di capirne le tecniche, wow!

Torniamo in hotel rotolando ma appagati. Scegliamo di fare l’ultimo brindisi a BKK sul ROOF TOP. Non potevamo dare a questa città un finale migliore. Due mojiti alla salute nostra e di questa folle città, che in fin dei conti è un po’come tutti noi: un piccolo grande e intrigante caos.

Il sole sorge ancora e stiamo già volando verso un’altra meta: da Bkk a Phuket. L’atterraggio praticamente a filo sul mare non lascia dubbi: è tempo di immergerci nella natura.

Saliamo su un minibus con destinazione Patong. La località è prettamente marittima: persone che girano in costume, con le infradito e l’aria rilassata. Dateci due minuti e saremo come loro.

Scarichiamo i bagagli in hotel, appoggiamo mezzo secondo il sederino sul letto e comincio subito ad assillare il mio LUI:

“Andiamo in spiaggia! Andiamo in spiaggia! Andiamo in spiaggia!”

Avete presente quando i bimbi si attaccano ai pantaloni degli adulti e con l’estrema insistenza ottengono ciò che vogliono? Eccomi, uguale!

In questa vacanza mi manca del tutto l’istinto di riposare, ci sono troppe cose da fare! Scusami ancora mio amor, per fortuna che hai il fisico forte ;oP

Prima di andare in spiaggia però ho in mente di passare in un’agenzia, famosa nel web per le sue escursioni, con la quale mi ero già scambiata qualche info dall’Italia. Indirizzo alla mano e via. Andando a prendere il taxi abbiamo però una brutta sorpresa. La corsa se pur breve costa una follia. Provo subito a contrattare con il taxista ma non c’è verso di abbassare di molto il prezzo. Lui ci spiega che a Patong non esistono mezzi pubblici e l’unico modo per spostarsi per i turisti è il taxi, motivo per cui esiste una vera e propria “mafia” dei taxisti. Nessuno abbassa il prezzo, cosicché tutti guadagnano. Propongo un accordo al taxista: noi lo avremmo sempre chiamato per i nostri spostamenti, se lui ci avesse fatto dei prezzi un po’ meno folli. Conveniente per entrambi. Affare fatto.

Arriviamo all’agenzia e prendiamo accordi per le due escursioni che ci interessano. Abbiamo subito una bellissima sorpresa, quando l’operatrice ci dice:

“Bene ragazzi per la gita di domani il PICK UP è alle 5.00 fuori dal vostro albergo. Per l’altra è alle 5.15. Le nostre escursioni partono così presto per poter arrivare nei luoghi d’interesse prima delle orde impazzite dei turisti. Per assicurarvi qualcosa di davvero esclusivo.”

Non fa una piega, ma il mio LUI mi guarda con due occhi che possono solo voler dire: “Ti odio amore mio!” Non posso che sorridergli e provare a sdrammatizzare, per quanto anche il mio spirito positivo fosse appena stato ucciso da questa notizia. In questa vacanza non si riposa, è ufficiale. Ma sono certa che il gioco varrà la candela. Sulle escursioni non voglio anticiparvi nulla, perché ve le racconterò una ad una.

Ci fiondiamo finalmente al mare: Karon Beach. E’ il momento del primo bagno della vacanza, che per quel che mi riguarda è sempre un momento magico. L’acqua è limpida e di una temperatura perfetta, si può solo tuffarsi di testa! Una volta immersi ogni stress se ne va. Non c’è più la stanchezza, il viaggio affrontato, le poche ore di sonno, gli imprevisti, le corse, lo smog di BKK, il caos, solo noi e questo splendido mare delle Adamanne.

Restiamo in spiaggia per godere del primo tramonto in riva al mare. Lo spettacolo supera le aspettative. Avevo letto che in Thailandia i tramonti sono speciali, per il tipo di colore che il cielo assume: un rosso che ha duemila sfumature. Questo tramonto è però una delle cose che faccio davvero fatica a descrivervi. E’ uno spettacolo da vedere di persona ve lo garantisco. Non riuscirò mai a rendere davvero l’idea. Unico nel suo genere.

Ricaricati da questo momento di natura immensamente grande, ci prepariamo per la nostra serata easy: cenetta Thai in un posto tipico suggerito da TripAdvisor e tutti a nanna presto, data la sveglia delle 4.45!!! Ordiniamo una delizia per occhi e palato: un riso con gamberoni e verdure, servito all’interno di un ananas. Wow, un’esplosione di gusto! Dividiamo qualche altro piatto e ordiniamo anche qualcosa di troppo, presi dalla curiosità di voler assaggiare tutti questi splendidi piatti. Cena da 10 e lode.

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A pancia piena, dormiamo come sassi per le poche ore che ci sono concesse.

Pronti per il prossimo articolo ragazzi, andremo a James Bond Island, passando in canoa per le mangrovie, il villaggio degli zingari del mare e una spiaggia mozza fiato!

A presto!

….to be continued….

Una Bionda e Una Penna

#staytuned

One Reply to “Che fate oggi? Andiamo in Thailandia? -parte 2-”

  1. Non essendo una fanatica del telefonino ho letto ora il racconto del vostro viaggio e sono stata catapultata in Thailandia…immagini,colori,sapori,e una meravigliosa descrizione dei costumi meditazione compresa! Grazie continua sempre a donarci il tuo talento-cuore 💖 !!!

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