Che fate oggi? Andiamo in Thailandia? -parte 1-

È cominciato tutto con una sveglia domenicale alle 5.00 del mattino. Della serie: benvenuti in vacanza! Fatti gli ultimi controlli delle ansia-valigie, ci siamo calati uno shottino di caffè e via, verso Milano Malpensa. Autostrada deserta, check-in e controlli lisci come l’olio. In un attimo stiamo già guardando giù dal finestrino e salutando la nostra bella Italia per 11 giorni di…mondo. Il volo risulta piacevole e questo lo devo al mio amico Paddington che mi ha regalato un altro bel film, facendomi sorridere per un po’ di tempo. Scalo a Dubai, con conseguente sano vagabondaggio al duty free e ripartenza per Bangkok. Durante il volo cerchiamo di dare del nostro meglio, cimentandoci nell’arte del contorsionismo più estremo, per riuscire a chiudere almeno un occhio per qualche ora, dato che l’arrivo a Bangkok è previsto per le 7 del mattino locali e considerando il nostro fuso, stiamo rischiando di restare svegli per più di 24 ore. Insomma un fantastico dritto. Dai siamo giovani, possiamo tenere botta (le ultime parole famose.) L’aereo comincia la discesa su BKK e l’entusiasmo sale, incolliamo i nasi al finestrino e cominciamo a guardare giù per un assaggio di quello che ci sta aspettando. Atterrati! Yeah, let’s get the party started!

In aeroporto mi sono decisamente sentita in…. Asia! Tutti visi orientali e nei cartelloni pubblicitari non comparivano più prosperose bionde occidentali ma solo modelle asiatiche more e mingherline, con scritte giustamente incomprensibili. I miei capelli biondi e i due metri del mio LUI ci fanno sentire davvero degli stranieri-tipo. Abbiamo scritto in faccia –TURISTA in fase di orientamento-. Ritiriamo i bagagli e non appena mettiamo il naso fuori dall’aereoporto, veniamo investiti da 30 magnifici gradi. Wow! Dimentico subito con piacere il freddo di casa. Via il giacchino e abili per cercare un taxi. Per essere efficaci e sicuri ,facciamo vedere all’attempato taxista la schermata del telefono con l’indirizzo del nostro hotel. Si crea così un momento catartico: il tipo fissa il telefono per due minuti, poi tre, quattro, cinque… Comincio a guardare il mio LUI con aria perplessa, c’è qualcosa che non va, forse dobbiamo intervenire. Usiamo un po’ del nostro magic english ma il taxista non dà segni. Ok che gli orientali sono calmi e meditativi ma qui qualcosa non gli è chiaro. Dopo poco va in auto e torna verso di noi con degli occhiali. Il miracolo è avvenuto, la meditazione non c’entra, gli manca solo qualche diottria. Ora comprende il nostro indirizzo e finalmente ci porta a destinazione. Nel viaggio in taxi ci rendiamo subito conto che BKK è: traffic-jam allo stato puro. Macchine, scooter e tuk-tuk ovunque, tutti che si infilano e si impongono tra le corsie, senza molte regole. Benvenuti nella giungla d’asfalto! Ma poiché amo trovare le note positive di ogni cosa, noto subito che tutte le auto sono colorate: giallo, rosa, azzurro, multicolore, insomma un traffico da mal di testa, ma che a guardarlo ti viene voglia di farci un dipinto in puro stile metropolitano.

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Arriviamo al nostro hotel ed inevitabilmente davanti a quella costruzione alziamo gli occhi al cielo: ci troviamo sotto lo Sky Baiyoke, l’attuale grattacielo più alto di BkK. Un imponente bel vedere. Wow! Mi sento davvero piccina qua sotto. Speriamo solo che la nostra stanza non sia al secondo piano.

Scarichiamo le valigie e poiché la camera si sarebbe liberata per le 14.00, scegliamo di fare la prima vera e propria passeggiata da turisti allo sbaraglio. Decidiamo di seguire l’istinto e di girovagare per le vie senza grandi mete. Dicono che per capire davvero BKK ti ci devi perdere, proviamoci allora! Ci ritroviamo all’interno di un mercato che sembra un labirinto. Giuro che faccio davvero fatica a descriverlo. Proviamo a farlo per aggettivi: enorme, caotico e sovraffollato. Tutto fatto di vestiti. Una bancarella sopra l’altra praticamente e un carico di merce così esagerato, che è davvero difficile metter gli occhi su qualcosa di preciso. Pensate che su molti vestiti vi è incollata una foto amatoriale, fatta da una persona qualsiasi, mentre indossa il capo proposto. Tecniche di vendita nostrane, quando torno in Italia lo propongo ad Intimissimi, magari funziona.

Ciò che stiamo vedendo risulta davvero confuso, forse per rendere meglio l’idea, dovrei provare ad usare un altro dei cinque sensi per la descrizione. Proviamo a vedere che succede se mi concentro sull’udito. Ascoltando qualche turista intento a fare shopping, si capisce subito che i prezzi di quegli articoli sono incredibilmente bassi e che nonostante ciò, le persone contrattano su qualsiasi cosa. Ha tutta l’impressione di essere una sorta di gioco. Usando l’olfatto invece sentiamo subito il classico odore di street food. Spiedini che rosolano sotto il sole cocente e donne che affettano qualsiasi tipo di frutto ad una velocità che Master chef se la sogna. Rimaniamo a bocca aperta ad osservare tutto questo scorrere davanti ai nostri occhi. Per noi è tutto nuovo e a tratti strano, ma per BKK probabilmente è un altro comune giorno che ricomincia da capo. Decido di assaggiare il latte di cocco: quello vero. Mi ritrovo così in mano un cocco verde con una cannuccia, mentre LUI opta per un succo fatto con la frutta fresca. Ci amalgamiamo così a questo folle dipinto.

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La stanchezza purtroppo comincia a farsi sentire, dato che siamo ormai svegli da più di 30 ore. Cerchiamo così un posto tranquillo dove fare una siesta e optiamo per parco Lumphini, definito il polmone verde della città. Subito capiamo l’immensa importanza che deve avere questo luogo per gli abitanti. Ossigeno. La quiete regna sovrana, tra immensi alberi e un laghetto posto al centro del parco. Un vero angolo di pace per chi vuole fuggire dal caos. C’è chi è steso all’ombra, chi mangia qualcosa sui tavolini liberi, chi va in barchetta sul lago, chi fa yoga, chi medita e chi fa Tai chi. Uno spettacolo! Noi scegliamo di fare quelli stesi sotto un albero, che osservano ciò che accade. Troviamo così un momento di respiro. In vacanza bisognerrebbe anche riposare no?!?

Ormai si sono fatte le due del pomeriggio e decidiamo così di rientrare verso l’hotel per sistemare i bagagli e soprattutto per fare una doccia. Ci fermiamo però in un centro commerciale per comprare dell’acqua e anche qui veniamo travolti da vistose bancarelle e banchetti di cibo di strada impossibili da evitare. Assaggiare diventa subito uno dei Must della vacanza. Dopo aver spizzicato qua e là, torniamo in hotel e approdiamo finalmente nella nostra stanza al 40esimo piano.

BLACK-OUT di qualche ora. Spento luce e cervello. Di questo frangente non ricordo nulla che non fosse il mio morbido cuscino.

Dopo aver ricaricato le batterie, siamo pronti per una nuova avventura: la crociera notturna sul Chao Phraya, il fiume che attraversa la città. Saliamo su questo grande battello e ceniamo a bordo, con cibo rigorosamente thai, mentre il capitano e una piacevole band ci guidano e ci accompagnano alla scoperta di BKK. Dopo una mezz’oretta di navigazione cominciano ad apparire i primi sfarzosi templi e lo splendido Palazzo Reale. Abbiamo così un assaggio di quello che saremmo andati a visitare il giorno seguente. Ciò che prima osservavo nella mia Lonely Planet comincia finalmente a materializzarsi davanti ai miei occhi! Wow!

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E’ tutto così grande e incredibilmente luminoso.

“La vita costa meno trasferiamoci a Bangkok

Dove la metropoli incontra i tropici

E tra le luci diventiamo quasi microscopici”.

Nella mia testa risuona il testo della canzone “Roma-Bangkok” di Giusy Ferreri e Baby K. Quella che prima per me era solo una strofa da canticchiare, ora assume un vero senso. In questa serata da sogno, tra tutte queste luci, sono proprio microscopica.

Rientriamo in porto e concludiamo così la nostra prima caotica giornata. Capiamo subito che questa vacanza è davvero pronta a darci tanto. Per oggi tutti a nanna.

Arriva un nuovo giorno, sveglia presto e colazione all’ 84esimo piano. La carica è alle stelle! Il programma della giornata prevede la visita dei principali templi della città, accompagnati da una guida, giusto per essere un po’ più consci e informati su quello che vediamo. Non amo fissare edifici a vuoto, facendo la finta interessata. Succede però un piccolo inghippo con la guida e l’uscita viene rimandata al pomeriggio. Ci ritroviamo così ad avere tre ore buche. Niente paura. Scendiamo subito per strada per cercare un taxi e una nuova meta per usare al meglio questo “buco”. Chiediamo consiglio alla gente del posto, che ci aiuta a capire cosa avremmo potuto visitare in un tempo così ridotto. Dopo una serie di proposte troviamo quella che fa per noi. Torniamo sul Chao Praya, questa volta però non siamo su un battello gigante ben vestiti ma a bordo di una vecchia lancia, guidata da un vecchietto del posto dal sorriso sdentato che non parla mezza parola di inglese. Anziché percorrere il fiume sul tratto principale, ci inoltriamo sui canali secondari di Thoburi, dove si possono ancora ammirare degli scorci della Bkk del passato. Lungo questi canali si vedono case, botteghe e templi costruiti sulle palafitte. La zona è ancora abitata ed è meraviglioso osservare i vecchietti che girano in canoa per spostarsi da una casa all’altra, donne che lavano i piatti usando l’acqua del canale e bimbi che dal balcone di casa fanno un tuffo diretti in acqua, strizzandomi l’occhiolino. Momenti di vita vera. Vediamo anche qualche canoa appartenente al noto mercato galleggiante, che vende i prodotti lungo il fiume. Il tutto per noi è paradossale e sembra impossibile pensare che delle persone possano vivere così, ma vi posso assicurare che i sorrisi che ci siamo scambiati con quella gente, non hanno nulla da invidiare ai nostri, se non qualche dente in più. Insomma queste tre ore improvvisate risultano davvero autentiche e posso solo esser felice che questa mattina sia andata così. Il tempo aihmè si esaurisce in fretta e veniamo catapultati nuovamente nella frenesia del traffico di Bkk, una corsa contro il tempo per raggiungere nuovamente il nostro hotel, dove ci aspetta la guida. Arriviamo preoccupati con 40 minuti di ritardo ma la nostra guida ci rassicura subito, dicendoci che a Bkk è normale.

TO BE CONTINUED…

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PS Nel prossimo articolo vi racconterò altri anedotti su BKK e poi voliamo a Phuket dal mio amato mare e da tanta natura.

Una Bionda e Una Penna.

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