Cosa pensavo, cosa penso e cosa penserò degli uomini. -part 1-

Alla sola idea di scrivere su questo tema la penna mi si riempie di pepe, d’ ironia (quella sottile e un po’ bastardina) e di un flusso di parole incontrollabili e indomabili. Motivo per cui non so bene cosa ne potrà uscire ma io… vado: scriviamolo ‘sto’ articolo! Mi raccomando nessuno la prenda sul personale, nessuno si offenda e soprattutto nessuno provi a fermarmi ;oP

Partiamo dal presupposto che a scrivere è una donna che adora essere tale, che rinascerebbe con la patatina per altre cento vite e che per quanto ami i maschietti, ha una stima immensamente grande per le donne. Quindi cari lettori maschi non aspettatevi che affini troppo la penna e i toni e care femminucce divertiamoci un po’ a raccontare di ‘sti’ supereroi che ci riempiono la vita.

La prima idea che mi sono fatta sugli uomini risale a qualche anno ‘addietro’. Bisogna tornare alla splendida infanzia (periodo elementari per capirci). Abitavo in una zona molto tranquilla, una Via che si sviluppava in una stradina chiusa, all’interno della quale ci conoscevamo, per forza di cose, davvero tutti. Ero fortunata perché c’erano moltissimi bambini della mia età, quindi fin da piccolini avevamo creato un solido gruppo di gioco. L’unica sfortuna-fortuna (l’una e l’altra si alternavano a seconda dei giorni e delle situazioni) era che erano praticamente TUTTI MASCHI. L’unica femmina della mia età non era a casa molto spesso, quindi per la maggior parte dei miei pomeriggi di gioco, i miei amici erano proprio quegli amorevoli ragazzacci.

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Fortunatamente credo di essere stata fin da subito una bimbetta sveglia. Quando loro venivano a suonare al mio campanello, per chiedermi di uscire a giocare, io prontamente, rimettevo a loro posto le mie adorate Barbie (che passione!), mi infilavo dei pantaloncini, spettinavo un po’ i capelli per non sembrare una vulnerabile principessina, mi facevo i classici due segni neri alla Rambo sulle guance (no dai quelli no, mi sono fatta prendere dalla verve narrativa) e uscivo. Volevo sempre reggere il confronto con loro. Volevo che capissero bene che ero una tosta. Dovevano rispettarmi. Potevo giocare con loro senza nessuno sconto da femminuccia. A calcio finivo sempre in porta, a nascondino contavo la maggior parte delle volte e se mi nascondevo, uno di loro arrivava a farmi la corte di nascosto dagli altri e a ‘ciapa ciapa’ , causa differenze di natura fisica e strutturale, ero la più facile da prendere. Insomma a dirla tutta era impegnativo star alle loro regole e capii fin da subito che i maschi venivano da Marte e le donne da Venere e che la sfida sarebbe stata dura per il resto dei secoli.

Ricordo in particolar modo un episodio: c’era un torrente vicino casa e noi amavamo percorrerlo a piedi, saltando da un sasso all’altro per non bagnarci (attività molto femminile eh?). Ovviamente non volevo essere da meno, quindi li seguivo senza macchia e senza paura. Ad certo punto si decise di fare un falò (fico!) e anche lì diedi il mio bel contributo. Non era però finita lì. Ora arriva il bello. Uno di loro esordì così:

“Vediamo chi è coraggioso per davvero. Ora raccogliamo delle lumache, le cuociamo sul fuoco e le mangiamo. Chi non lo fa è una femminuccia!”

“Diavolo, ma io sono una femminuccia”, pensai.

Ma non aveva importanza, non c’era tempo per frignare e per mettere i puntini sulle i. Dovevo dimostrare di essere coraggiosa quanto loro. Avrei mangiato anche io una lumaca appena raccolta. Idea che ovviamente mi faceva rivoltare lo stomaco. Mi ripetei che se loro ne erano in grado, lo potevo essere anche io. Raccogliemmo le lumache e le cucinammo. Colui che aveva lanciato la sfida disse:

“Ok comincio io, poi lo fai tu Ale?”

Deglutii profondamente, mi feci coraggio e annuii. Non potevo tirarmi indietro. Era tardi.

“Ok.”

Lui prese la sua lumaca e mi fece credere di averla mangiata, quando in realtà coprendosi la bocca nel gesto di ingoiarla, con un movimento abile, ma non abbastanza per i miei occhi, se la nascose dietro la schiena. Di lì capii che la sfida era aperta. Facendogli credere di non essermene accorta, presi la mia lumaca, la avvicinai alla bocca ma mi bloccai ad un centimetro e dissi:

“Sono femmina, non sono stupida. Tira fuori la lumaca che hai dietro alla schiena babbeo!”

Tutti scoppiarono a ridere. Il palchetto era clamorosamente caduto. Confessarono di essere d’accordo fin dal principio ed io mi pavoneggiai con tutti per averli smascherati. Nessuno di loro era riuscito a fregarmi. Una donna contro quattro uomini, aveva appena vinto. Sento ancora il profumo di quella vittoria!

Morale delle favola:

“Non fidarti mai di un uomo.

….A meno che lui non ingurgiti una lumaca, appena raccolta, sotto il tuo attento e scrupoloso sguardo.” ;OP

Fu da quella tenera età che capii che le donne sono, non uno, non due, non tre ma facciamo quattro scalini e mezzo più avanti. Ringrazio però tutt’ora i miei ‘amici della Via’ per avermi aperto gli occhi fin da subito sui maschietti. Grazie a loro mi sono sentita pronta ad affrontare tutti gli uomini, che hanno incrociato la mia strada. Ero allenata.

Fu così che nella fase medie-superiori me la cavai tutto sommato bene nei loro confronti. Ne conobbi inevitabilmente moltissimi, più diventi grande più ti interessano, è la vita. Con alcuni feci grandi risate, alcuni mi stavano proprio sul cavolo, alcuini mi sembravano carini, alcuni un bel po’ strani, di alcuni mi innamorai, alcuni li fregai, alcuni mi fregarono (ancora ricordo i vostri nomi, all’occhio belli!) ma tutto sommato il ricordo dei maschi in quel periodo è più che positivo. Promossi. Anche in quella fase di vita, ogni uno di loro, a suo modo, mi aveva insegnato qualcosa che mi sarebbe sicuramente stata utile per poter scegliere un giorno il mio LUI. Anche se ho seriamente dubitato, almeno fino ai 24 anni, che esistesse.

Per quanto a volte i maschi sono stati odiosi nei miei confronti, ammetto,firmo e sottoscrivo che non ne avrei mai fatto a meno. Amore e odio. Tanto non c’è storia: il maschio a volte parte con dei vantaggi magari, ma alla fine la donna se lo “magna”.

Questo è dunque quello che ho pensato degli uomini in passato. Quello che penso attualmente ve lo dirò nel prossimo articolo!

#TOBECONTINUED

Restate connessi! A presto!

#RIFLESSIONIFLASH

UNA BIONDA E UNA PENNA

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